Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Referendum Costituzionale cosa votare? L’analisi del testo costituzionale. Quinta puntata.

redazione

Cari lettori, prosegue il nostro viaggio alla scoperta della nostra Costituzione. Siamo alla quinta puntata di questo viaggio analitico che vuole promuovere la comprensione delle modifiche della Carta dei valori fondanti del nostro Paese, voluta dal Governo, prima di andare alle urne il prossimo 4 dicembre. Un confronto analitico della Costituzione del 1948 – e del modello di Costituzione 2016. Un raffronto tra i vari articoli, nella speranza che possiate offrire il vostro punto di vista, un commento da cittadini italiani.  Di seguito troverete gli articoli comma per comma. Vi proporremo il testo della Costituzione attualmente vigente (quella del 1948 con le modificazioni fino al 2012); il testo poi della Costituzione come emendata dalla riforma Renzi-Boschi;  una breve spiegazione commentata delle novità. Vi proporremo ogni giorno alcuni articoli fino a scorrere tutta la Carta Costituzionale.

Art. 70 – La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere.

Nuovo Art. 70 – La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali, e soltanto per le leggi di attuazione delle disposizioni costituzionali concernenti la tutela delle minoranze linguistiche, i referendum popolari, le altre forme di consultazione di cui all’articolo 71, per le leggi che determinano l’ordinamento, la legislazione elettorale, gli organi di governo, le funzioni fondamentali dei Comuni e delle Città metropolitane e le disposizioni di principio sulle forme associative dei Comuni, per la legge che stabilisce le norme generali, le forme e i termini della partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea, per quella che determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l’ufficio di senatore di cui all’articolo 65, primo comma, per le leggi di cui agli articoli 57, sesto comma, 80, secondo periodo, 114, terzo comma, 116, terzo comma, 117, quinto e nono comma, 119, sesto comma, 120, secondo comma, 122, primo comma, e 132, secondo comma. Le stesse leggi, ciascuna con oggetto proprio, possono essere abrogate, modificate o derogate solo in forma espressa e da leggi approvate a norma del presente comma. Le altre leggi sono approvate dalla Camera dei deputati. Ogni disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati è immediatamente trasmesso al Senato della Repubblica che, entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, può disporre di esaminarlo. Nei trenta giorni successivi il Senato della Repubblica può deliberare proposte di modificazione del testo, sulle quali la Camera dei deputati si pronuncia in via definitiva. Qualora il Senato della Repubblica non disponga di procedere all’esame o sia inutilmente decorso il termine per deliberare, ovvero quando la Camera dei deputati si sia pronunciata in via definitiva, la legge può essere promulgata. L’esame del Senato per le leggi che danno attuazione all’articolo 117, quarto comma, è disposto nel termine di dieci giorni dalla data di trasmissione. Per i medesimi disegni di legge, la Camera può non conformarsi alle modificazioni proposte dal Senato della Repubblica a maggioranza assoluta dei suoi componenti, solo pronunciandosi nella votazione finale a maggioranza assoluta dei propri componenti. I disegni di legge di cui all’articolo 81, quarto comma, approvati dalla Camera dei deputati sono esaminati dal Senato della Repubblica, che può deliberare proposte di modificazione entro quindici giorni dalla data della trasmissione. I Presidenti delle Camere decidono, d’intesa tra loro, le eventuali questioni di competenza, sollevate secondo le norme dei rispettivi regolamenti. Il Senato della Repubblica può, secondo quanto previsto dal proprio regolamento, svolgere attività conoscitive, nonché formulare osservazioni su atti o documenti all’esame della Camera dei deputati.

Cosa cambia: Ovviamente questo articolo è divenuto molto più complesso.

Prima entrambe le Camere dovevano approvare qualsiasi legge nello stesso identico testo. Ora non più.

La regola della legge bicamerale vale solo per le leggi specificate a questo comma.  In sintesi:

·         leggi costituzionali

·         leggi attuazione costituzione su certe materie indicate

·         leggi riguardanti l’ordinamento degli enti locali

·         leggi di principio sulle associazioni fra comuni

·         leggi sulla partecipazione a formare/attuare diritto UE

·         leggi su prerogative senatori

·         legge elettorale Senato

·         leggi ratifica trattati UE

·         leggi attuazione titolo V (regioni, enti locali)

·         Nelle materie (la gran parte) a competenza sola Camera, dopo che la Camera ha votato, entro dieci giorni un terzo dei senatori (circa 32) può fare proposte di modifica (entro i successivi trenta).

Se nessuno lo chiede o se – avendolo chiesto – il Senato non si pronuncia entro i trenta giorni, la legge già approvata dalla Camera è promulgata e pubblicata.

Per le leggi che attuano l’art. 117.4 (cioè quelle in cui lo Stato cioè la Camera decide di intervenire anche al di là della propria competenza) la trasmissione al Senato perché si esprima è automatica. Se il Senato si esprime a maggioranza assoluta (circa 48-50 componenti[1]), anche la Camera per affermare la sua prevalenza deve esprimersi a maggioranza assoluta (316 voti). Quindi il concorso potenziale del Senato è rafforzato.

Legge di bilancio e di stabilità vanno al Senato automaticamente. Il Senato può pronunciarsi, se crede, entro 15 giorni. Prevale poi la Camera a maggioranza semplice.

Se si verifica un contrasto sul procedimento da seguire (fra organi della Camera e del Senato), decidono d’intesa i due Presidenti.

E’ chiarito che il Senato può fare indagini conoscitive e può indirizzare alla Camera “osservazioni” su qualsiasi atto o documento sia all’esame di essa. La Camera ne può – ovviamente – tenere o non tenere conto.

Art. 71 – L’iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale. Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.

Nuovo Art. 71 – Il Senato della Repubblica può, con deliberazione adottata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, richiedere alla Camera dei deputati di procedere all’esame di un disegno di legge. In tal caso, la Camera dei deputati procede all’esame e si pronuncia entro il termine di sei mesi dalla data della deliberazione del Senato della Repubblica.  Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno centocinquanta-mila elettori, di un progetto redatto in articoli. La discussione e la deliberazione conclusiva sulle proposte di legge d’iniziativa popolare sono garantite nei tempi, nelle forme e nei limiti stabiliti dai regolamenti parlamentari.

Al fine di favorire la partecipazione dei cittadini alla determinazione delle politiche pubbliche, la legge costituzionale stabilisce condizioni ed effetti di referendum popolari propositivi e di indirizzo, nonché di altre forme di consultazione, anche delle formazioni sociali. Con legge approvata da entrambe le Camere sono disposte le modalità di attuazione.

Cosa cambia: Viene attribuito al Senato (non ai singoli senatori, e solo a maggioranza assoluta) il potere di formulare una proposta di legge alla Camera. Su questa proposta la Camera ha il dovere di pronunciarsi entro sei mesi.

Da un lato il numero di firme per una proposta di iniziativa da parte degli elettori aumenta (da 50 a 150mila), dall’altro i regolamenti delle due Camere dovrebbero assicurare che vengano discusse e votate.

Con rinvio a una successiva legge costituzionale viene prevista l’istituzione di referendum popolari propositivi e di indirizzo (che si aggiungeranno a quelli abrogativi).

Si badi bene: Il nuovo Senato, si ricorda, è costituito di 95 senatori eletti dai Consigli regionali. Fanno però parte del Senato anche gli ex presidenti della Repubblica nonché fino a cinque personalità nominate dal presidente della Repubblica per sette anni (il presidente ha facoltà, non dovere, di nominarle). Per cui la composizione complessiva è di 95 + x + (0-5). Le maggioranze calcolate sui componenti variano di conseguenza.