Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Reddito di cittadinanza e la riforma delle pensioni al via nei primi giorni di gennaio.

di Lorenzo Peluso

Insomma, il Governo tira dritto, e Tria ci mette la faccia, sulla manovra. Toni accesi e duro scontro fra i parlamentari della commissione Bilancio durante l’audizione del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ieri sera sulla manovra. Volano accuse e critiche fra i deputati e nei confronti del ministro, sfociate in insulti secondo alcuni parlamentari. Ma il ministro, a testa alta, ha risposto piccato alle numerose e continue accuse avanzate dai gruppi dell’opposizione. “Se il ministro smette di fare comizi possiamo continuare” hanno affermato i rappresentanti dell’opposizione. “Io non faccio comizi”, ha replicato il ministro. “Ho dato un’argomentazione forse con un pò più di foga. Mi avete massacrato per un’ora”. Questo solo per descrivere il clima rovente in Commissione. Tuttavia, il Reddito di cittadinanza e la riforma delle pensioni con quota 100, ovvero le due misure cardine della manovra del governo giallo-verde, verranno varati con decreto collegato alla manovra “all’inizio del prossimo anno”. Così ha chiarito il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, nel corso di un’audizione sulla manovra in commissione Bilancio della Camera. Il reddito di cittadinanza, in particolare, “partirà dal 1° aprile, fine marzo 2019”, ha detto il ministro ricordando che lo stanziamento è stato “rivisto al ribasso” ma “lasciando inalterata la platea e l’entità massima del sostegno erogato”. “La portata della misura – ha chiarito – non è stata minimamente modificata” e arriverà con un decreto che “verrà emanato a inizio del prossimo anno”.

Dopo l’accordo con Bruxelles, poi, “restano invariate le spese per gli investimenti che ammontano a un valore complessivo di 15 miliardi nel triennio”. “Il ddl bilancio con le modifiche apportate” in Parlamento “attesta il saldo netto da finanziare in 59,3 miliardi nel 2019”, ha spiegato Tria. Quanto alle clausole di salvaguardia, “sono state portate per il 2020 a circa 23 miliardi e per il 2021 a poco meno di 28,8 miliardi. Confidiamo di poter intervenire per gli anni prossimi sperando in una maggiore crescita e sulla capacità di reperire maggiori coperture come fatto quest’anno con molta fatica”. La manovra come approvata dal Senato, in sostanza, “ci consente di portare lo spread verso livelli più vicini ai fondamentali dell’Italia e di ridare fiducia ai consumatori, agli investitori e ai mercati”, ha affermato il ministro.