Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Rapporto ANAC, in aumento le segnalazioni di reati aziendali

redazione

Sono 783 le segnalazioni di whistleblowing, la segnalazione di reati aziendali, presentate all’Autorità nazionale anticorruzione nel corso del 2018: si tratta, in media, di oltre 2 segnalazioni al giorno, quasi il doppio rispetto al trend del 2017. È quanto emerge dai dati del quarto rapporto sul whistleblowing messo a punto da Anac e illustrato il 17 luglio presso la sede dell’Autorità nazionale anticorruzione a Roma alla presenza del presidente dell’Anac, Raffaele Cantone. Ad illustrare i dati raccolti da Anac Anna Corrado, magistrato del Tar Campania e collaboratrice Anac. “Sono in aumento le segnalazioni, quasi raddoppiate rispetto all’anno precedente e il trend dei primi mesi del 2019 sembra confermare l’aumento”, anche se in molte “realtà amministrative si registra un aumento le segnalazioni in forma anonima, segnale preoccupante perché indice di sfiducia e di timore nei conforti delle istituzioni” dice Raffaele Cantone in apertura ai lavori. Secondo Cantone è un elemento che fa riflettere sul fatto che coloro che segnalano non percepiscono di essere tutelati nell’atto di denunciare reati o irregolarità nelle amministrazioni in cui lavorano. Per l’Anac, le segnalazioni anonime non sono proprio considerate delle segnalazioni vere e proprie, perché sono in contrasto con il profilo del whistleblower che è “colui che ci mette la faccia”, spiega Cantone. Il quadro generale è però positivo – sostiene il presidente Anac – nonostante siano ancora evidenti segnali di titubanza e reticenza da parte di qualcuno, come dimostrato dall’aumento delle segnalazioni in forma anonima. Secondo Cantone è migliorata rispetto all’anno scorso “la qualità delle segnalazioni”, perché è venuto progressivamente meno l’atteggiamento egoistico che spinge a fare segnalazioni per un tornaconto individuale e “si intravede lo spirito della legge cioè segnalazioni che riguardano gli illeciti e i reati contro l’interesse dell’amministrazione di appartenenza”. Si diffonde sempre più l’idea – prosegue Cantone – “che girare la testa dall’altra parte quando ci si trova di fronte a reati o irregolarità sul luogo di lavoro sia un comportamento di complicità”. Si può dire che l’istituto del whistleblowing – dal 2016 quando è stato introdotto – abbia fatto grandi passi avanti e sia “entrato definitivamente nel Dna delle istituzioni”. Secondo quanto emerge dai dati, tra le tipologie di illeciti più segnalati si confermano gli appalti illegittimi (che si attestano al 22,6%): “il tasso di illegalità reale e percepita nel settore degli appalti resta il dato più preoccupante – ha commentato Cantone – a differenza di trend legislativi che vanno sempre più nella logica di deregulation che non aiutano certamente il rispetto delle regole”. Si registra invece un calo dei casi di corruzione, cattiva amministrazione e abuso di potere (che sono passati dal 24,1% del 2018 al 18,7% del 2019); seguono poi i concorsi illegittimi (12,3%), la cattiva gestione delle risorse pubbliche (11,5%) e i conflitti di interesse (9%).