Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Quarto Potere o Il Cittadino Kane?

Eduardo Sineterra

Un’attualizzante produzione datata 1941, l’opera prima di un uomo destinato a rivoluzionare per sempre il modo di fare cinema, un capolavoro che ispirerà i più visionari esponenti delle future generazioni di cineasti avviati alla sublime pratica della settima arte.
Con questo soggetto originale e una sceneggiatura scritta a quattro mani, insieme a Herman J. Mankiewicz, il giovane attore e drammaturgo teatrale Orson Welles, fa il suo esordio da regista, nella “macchina hollywoodiana”.
Sono qui narrate le vicende di Charles Foster Kane, personaggio di fantasia interpretato dallo stesso Wells, al quale non si lesinano analogie con i magnati del suo e, per estensione, del nostro tempo. Nato in povertà ed ereditario di un’immensa fortuna (la famiglia scoprì d’essere proprietaria di un terreno ricco di giacimenti d’oro), per volere materno, sin da piccolo fu allontanato dal nucleo familiare e affidato alle cure del signor Thatcher, banchiere e poi tutore degli interessi del giovane. Una volta raggiunta la maggiore età, Kane divenne un personaggio più che influente nelle alte sfere sociali e, grazie al suo giornale, The Inquirer, e alle sue notevoli capacità dialettiche, acquisì consensi tra l’opinione pubblica, entrando ben presto in politica. Ma, di contraccolpo, l’effetto boomerang della sua stessa creazione non tardò a presentarsi e, come in un domino, tutte le sfaccettature di questa eccentrica personalità iniziarono a deteriorarsi, esiliato nel suo castello e perso per sempre nei labirinti della sua mente.
La prima scioccante scoperta per gli spettatori habitué delle narrazioni classiche, qui, è trovare un film che termina nel suo incipit: la morte del protagonista sovviene silenziosa nella sua sontuosa dimora-museo Xanadu (Candalù trad.).
Tutto accade a ridosso della fine e, come in un presagio, questo dramma onirico va a cominciare. Memorabili sono: la rottura della piccola sfera di neve, rappresentante la casa materna e Rosebud! (Rosabella! trad.), l’ultima parola proferita dal magnate della stampa un istante prima di perire. Sarà proprio la ricerca della verità, celata da queste sue ultime parole, a muovere l’intero sistema narrativo: verrà condotta una meticolosa indagine giornalistica, fatta di letture di memorie (del suo tutore) e di interviste a personaggi-satellite (alla sua seconda moglie, al collega, al fidato amico), affinché i caratteri di questa geniale e tormentata personalità potranno finalmente essere inquadrati: il tutto mediato cinematograficamente seguendo il principio della retrospezione (flashback). Ma la ricerca non sorbirà alcun benefico effetto, se non quello di suscitare ancor più mistero e fascinazione, circa il ritratto dell’uomo-Kane; solo la macchina da presa riuscirà a svelare l’arcano, consegnando allo spettatore le chiavi dell’intera messa in scena.

Partiamo da un’osservazione: molti film prodotti altrove che in Italia, prima d’esser distribuiti lungo tutto lo stivale, spesso vengono stravolti, volutamente o involontariamente, già nel titolo; si pensi, ad esempio, ad uno dei più celebri film di Jean-Luc Godard: Pierrot le fou (Pierrot il pazzo trad.) parafrasato nel Il bandito delle 11. Quest’opera segue il medesimo percorso: l’originale Citizen Kane ( Il cittadino Kane trad.) è stato distribuito in Italia con il titolo di Quarto Potere. Ora, aldilà delle molteplici motivazioni che hanno condotto ad una volgarizzazione del titolo, di cui di certo qui non andremo ad indagare, da questo dettaglio prenderemo spunto per avviare la nostra analisi.
E’ ormai noto che in una democrazia moderna, vi sia una tripartizione dei poteri: legislativo (Parlamento), esecutivo (Governo), giudiziario (Magistratura), ma è altresì vero, e questa messa in scena lo attesta , che oltre a questa “trinità istituzionale”, è presente un’altra forma di potere, capace di influenzare significativamente i comportamenti umani e le istituzioni stesse. E’ il potere dei mass media, ovvero: quotidiani, televisione, radio, cinema e tutti quei dispositivi audio-video e di stampa destinati alla comunicazione di massa, in sintesi, il Quarto Potere. Ora, da non sottovalutare, non sempre questi strumenti fungono da mero sistema informativo, in alcune circostanze, questi sono finemente utilizzati affinché l’opinione della collettività e del singolo verta verso quegli obiettivi prefissati dal loro stratega. E’ il dogma della necessità fissato nella bibbia del buon consumatore, oppure è il fantasma dell’idea-sui generis, orfana d’un reale approfondimento, che s’aggira nelle fantasie delle vittime delle testate giornalistiche. Insomma, nessuno è immune: ce lo dice Wells. Ogni scrittore ha delle responsabilità nei confronti dei suoi lettori, è stato ed è egli stesso un lettore; un lettore che merita di essere messo in guardia; un lettore che deve essere informato sui fatti e non dei fatti; come un maestro, è responsabile del suo alunno, come un chirurgo, è responsabile del suo paziente, affinché equivoco non s’inveri e reciprocità si realizzi.
Scavando nell’intimo del uomo-Kane, ci rendiamo conto di quale sensibilità, quale mistero, quale trauma viene celato da questa fragile autorità. Se nessuno dei personaggi a lui più prossimi è stato in grado di tinteggiarne il suo ritratto allora, di conseguenza, viene da chiedersi: “Chi è realmente in grado di raccontare prendendo le distanze dal vortice degli eventi?”; “Esiste una realtà oggettiva o questa non è che la sintesi di più soggettività?”; “E’ volontaria la mancata costruzione di rapporti autentici o siamo tutti vittime dell’incomunicabilità?”.
Potenza del cinema! Morboso, sadico, romantico momento cristallizzato che ci rendi prostituti per due ore, prima di riconsegnarci alla vita d’un giorno, tra fascinans e disincanto, nel silente legame che instauri tra la macchina da presa ed il suo fruitore, ci elevi ai soli custodi della verità. Rosabella! è un corpo destinato alla cenere di uno spirito distrutto, costretto per sempre a vagare.

Diavolo di un Wells!

fig. 2 - La prima pagina dell'Inquirer

fig. 1 – La prima pagina dell’Inquirer 

fig. 1 - La proprietà, dimora-museo, di Charles Foster Kane

fig. 2 – Xanadu

fig. 3 - La sede del New York Inquirer

fig. 3 – La sede del New York Inquirer

fig.4 - Snowball

fig. 4 – Snowglobe

fig. 5 - "Rosabella!"

fig. 5 – Rosabella!