Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Quando un’azienda cresce, cresce il territorio. Intervista all’imprenditore Valentino Tordo

Inizia così il nostro viaggio alla scoperta delle realtà artigianali d’eccellenza presenti nel nostro territorio. Un viaggio che ci porta ad intervistare il titolare di un’azienda che ormai ha raggiunto livelli davvero interessanti: la TORDO VALENTINO & Co.
Partiamo da qui con la promessa che nei prossimi numeri proveremo a sentire, volta per volta tutte le aziende artigiane presenti, provando a conoscerne le peculiarità, i punti di forza, i prodotti di eccellenza, ma anche le difficoltà e le debolezze soprattutto in un periodo difficile come quello che stiamo attraversando. Questa importante azienda nasce a Buonabitacolo nel 1972, dopo che il giovane Valentino era rientrato dalla Germania dove era emigrato ad appena 16 anni. Dapprima la lavorazione ha riguardato solo il ferro, poi nel tempo l’ampliamento nel settore dell’alluminio. Dal 2002 le ragioni di mercato chiedono una trasformazione da ditta individuale in società: ci si trasforma, quindi, in s.a.s. con l’inserimento dei figli, Antonio e Giovanni Tordo, aprendo anche al mercato del PVC. Con Valentino Tordo abbiamo voluto da un lato ripercorrere la storia di un’azienda, dall’altro capire le caratteristiche che fanno di questa realtà un riferimento saldo sul territorio.
D. Valentino, se dovessi parlare dei punti di forza della tua azienda, cosa diresti?
Valentino Tordo: Certamente la nostra azienda si è sempre caratterizzata per la qualità dei prodotti, che abbiamo sempre tenuto alta, la serietà con le persone e la puntualità nelle consegne.
D: Lei ha fatto numerosi sacrifici. Da ragazzino in Germania, poi avviare un’azienda tutta sua. Ripercorrendo questo tempo è contento di ciò che ha fatto?
V.T.: Sono sicuramente soddisfatto. I sacrifici sono stati davvero tanti e abbiamo faticato, ma oggi vedo una realtà che ha dato una grande opportunità alla famiglia, innanzitutto ai miei figli, ma anche a tante altre persone.
D. Quanti dipendenti ha?
V.T.: 7 dipendenti più i miei figli.
D. Sente di aver contribuito anche alla crescita del territorio?
V.T.: Certo, anche con il nostro contributo è cresciuto tutto il territorio e si è avuto un discreto sviluppo. Speriamo che questo atteggiamento possa essere di esempio e incoraggiare un giovane che ad esempio vuole rimanere in zona e vuole avviare un’attività.
D. La crisi di cui si parla, si sente realmente?
V.T.: Si sente, esiste, e forse ora la avvertiamo ancora di più. Ce ne accorgiamo dalla richiesta che è notevolmente diminuita, dalla difficoltà dei clienti a corrispondereai pagamenti. E poi è aumentata la concorrenza, che scarseggiando sulla qualità dei prodotti tenta di competere sui prezzi più bassi. Comunque noi non abbiamo mai avuto un momento, un’era in cui potevamo dire, “adesso stiamo veramente bene!”. C’è stata sempre una grande lotta per trovare committenze. Di sicuro questa crisi la sentiamo meno di altri: purtroppo ogni giorno sentiamo di fabbriche che chiudono. Noi siamo abituati a vivere le difficoltà e forse proprio la nostra tenacia e il nostro spirito di sacrificio ci permetteranno di superare anche questo momento difficile. Tiriamo la cinghia, ma non chiudiamo.