Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Professioni sanitarie, al via i test ma calano gli iscritti

redazione

Aumentano i posti ma, a differenza di quanto avvenuto per Medicina e Odontoiatria, questo non si traduce in una parallela crescita del numero degli iscritti ai quiz. Si sono svolti oggi i test d’ingresso per le Professioni sanitarie, corsi di laurea da sempre tra i più ambìti del panorama accademico, specie quelli che tradizionalmente aprono quasi automaticamente le porte del mondo del lavoro. E, così come avvenuto per tutte le altre lauree a numero chiuso nazionale, il Miur stavolta ha deciso di dare molte più chance alle aspiranti matricole, mettendo a bando per l’anno accademico 2019/2020 ben 25.376 posti (695 in più rispetto a dodici mesi fa, quando furono 24.681), spalmati sugli oltre 400 corsi attivati dai 42 atenei coinvolti (37 atenei statali e 5 privati). Un aumento, quasi il 3% in più, che è tutto generalizzato, riguardando ben 17 Professioni su 22. L’incremento maggiore è per il corso nettamente più frequentato: Infermieristica. Il Ministero, rispondendo ai tanti stimoli provenienti da Regioni e associazioni di categoria, che lamentavano la carenza di personale, ha portato a 15.069 i posti messi a disposizione in tutta Italia (rispetto ai 14.723 del 2018, +2,4%). Crescita considerevole, tra le Professioni ‘storiche’, pure per Logopedia (da 756 a 771, +2%), Fisioterapia (da 2.029 a 2.117, +4,3%) e Ostetricia (da 771 a 831, +7,8%). Alla fine, solamente tre Professioni assistono a un calo: Assistente Sanitario (da 372 a 327), Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’età evolutiva (da 337 a 323) e Tecnico Audiometrista (da 60 a 51); in ogni caso corsi con poca diffusione territoriale e, di conseguenza, poca concorrenza. La Calabria (+29%), la Sicilia (+9,9%), la provincia di Bolzano (+5,1%) e la Lombardia (+4%) sono le regioni che hanno ricevuto in dote la quota più consistente di posti rispetto alla precedente dotazione. Merito soprattutto delle nuove attivazioni di corsi in precedenza assenti nei loro atenei. A seguire troviamo Veneto (+3,8%) ed Emilia Romagna (+3,4%). Saldo negativo, invece, per Lazio e Marche (in quest’ultima è del -9,3%) e, in misura minore, per Basilicata, Toscana e Sardegna. Per le future matricole, dunque, più buone notizie che cattive. Tuttavia la risposta degli studenti non sia stata altrettanto ‘generosa’: secondo quanto riportato dalla Conferenza nazionale corsi di laurea Professioni Sanitarie, complessivamente – qui il focus è esclusivamente sulle università pubbliche – si sono iscritti per sostenere la prova 74.380 ragazzi e ragazze, addirittura in flessione (-0,8%) rispetto all’anno accademico 2018/2019, quando i candidati all’immatricolazione furono 74.909. Interrompendo il trend positivo degli anni scorsi. Si tratta certamente di un dato medio, perché molto dipende dall’area geografica d’Italia e soprattutto dalla specializzazione. Ci sono, infatti, corsi che vanno in controtendenza e registrano aumenti importanti nel numero di domande presentate: +9% per Tecnico di Radiologia e Tecnico della prevenzione, +8% per Dietistica. Mentre a trainare in basso il dato contribuiscono in maniera determinante i corsi per Audiometrista (-42%), seguiti da quelli per Audioprotesisti, Assistenti sanitari e Tecnici di Neurofisiopatologia (-18%). Questi, invece, i numeri delle Professioni sanitarie più ambite, quelle che storicamente hanno il tasso più alto di candidati e di iscritti: +3,8% per Infermieristica (da 21.813 aspiranti a 22.632), tra le poche a veder crescere le aspiranti matricole; -3,8% per Ostetricia; -2,4% per Tecnico di Laboratorio. Discorso a parte per Fisioterapia che, nonostante un calo del 4% (da 26.516 iscritti ai test dello scorso anno agli attuali 25.459) resta comunque il corso con lo sbarramento più importante all’ingresso, con un rapporto domande-posti di 12 a 1 (rispetto alla media delle 22 Professioni che è di 3,1). In alcuni atenei sarà più difficile entrare A parità di corso, è l’ateneo di destinazione a indirizzare il destino degli studenti che si cimenteranno con i questionari. Perché, restando ad esempio su Fisioterapia, le chance di successo di restringono e si dilatano enormemente a seconda dell’università prescelta: secondo i calcoli fatti da Skuola.net, incrociando numero di posti e domande presentate, a Bari la proporzione è di 1 su 9, mentre a Cagliari si arriva a 1 posto ogni 20 candidati, a Modena-Reggio Emilia a 1 posto ogni 22 iscritti che supereranno i test, a Pisa addirittura a 1 ogni 23. Strada in salita anche per gli aspiranti Logopedisti: quasi dappertutto la proporzione vede 1 che entra verde ogni 9 tentativi (a Modena-Reggio Emilia, però, ne entrerà 1 su 25).