Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Privacy, il 47% dei siti dei comuni italiani e’ a rischio hacker

redazione

Ha destato un certo scalpore il recente monitoraggio svolto dalla rivista online Wired, che ha individuato una serie di siti web pubblici non ancora adeguati al Gdpr (General Data Protection Regulation, regolamento europeo sulla protezione dei dati) ad un anno dalla sua entrata in vigore, specialmente perché tra questi vi sono portali istituzionali di ministeri, forze dell’ordine, Regioni, e anche di partiti politici. Secondo l’indagine della nota testata online, molti di questi siti non hanno un’informativa privacy aggiornata al nuovo Regolamento Europeo, ma fanno riferimento ancora alle vecchie normative. Benché si tratti di un cattivo esempio da parte delle principali istituzioni, in realtà si tratta solo della punta dell’iceberg di un fenomeno ben più grave ed esteso che riguarda le pubbliche amministrazioni. Infatti, uno studio condotto dall’Osservatorio di Federprivacy su ben 3.000 siti dei comuni italiani, tra le varie non conformità ed altre carenze riscontrate ha rivelato che 1.435 di essi (47%) continuano ad utilizzare connessioni non sicure basate sul vecchio protocollo “http”, e per questo sono etichettati come “non sicuri” dai principali browser. Inoltre, 1.079 siti di comuni (36%) non rendono disponibili i dati di contatto del Responsabile della Protezione dei dati (c.d. data protection officer), figura obbligatoria per tutte le pubbliche amministrazioni.