Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Presentate le “Strategie di difesa attiva del Made in Italy calzaturiero”

redazione

La tecnologia, nella forma della digitalizzazione, ha inciso sulle nostre abitudini di acquisto; e la stessa cultura del consumo è stata modificata dal digitale. Quelli che vengono chiamati i trend della domanda sono sempre più spesso generati dai consumatori stessi: idee che nascono, si diffondono, che le imprese non possono condizionare ma solo intuire, intercettare e assecondare. In particolare, l’indagine condotta dall’Eurispes nel settembre 2019 presso 579 italiani, ha analizzato il comportamento di acquisto della scarpa. È quanto emerge dallo studio dell’Eurispes “Strategie di difesa attiva del Made in Italy calzaturiero”, presentato il 4 dicembre presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio a Roma. Il 37% degli intervistati acquistano scarpe una volta ogni tre mesi, il 32,3% ogni sei mesi; il 12,3% una volta al mese e una piccola percentuale del 3,6% più volte in un mese. Solo uno su dieci (11,7%) acquista scarpe una volta l’anno e il 3,1% più raramente. Il tipo di scarpe più acquistato dalle donne sono quelle con i tacchi, con una media superiore a 3 paia per intervistata; gli uomini preferiscono maggiormente le sneakers con 3 paia di media. La possibilità di osservare il prodotto in store è per i consumatori un elemento focale nelle scelte di acquisto, che si tratti di un negozio monomarca o di un punto vendita in una grande magazzino. Il 74,6% del campione continua, infatti, a preferire questo canale per la scelta. Il 41,6% acquista scarpe dopo averle viste indossate da amici, parenti e conoscenti. Per quanto riguarda i fattori decisivi per l’acquisto, per più di otto consumatori su dieci (83,1%), elemento fondamentale è la comodità del prodotto; per il 72,9% il rapporto qualità/prezzo; per il 36,3% (che sale a 41% se si considera anche l’attributo “luogo di produzione”) è fondamentale puntare su uno stile riconoscibile legato al Made in Italy; per un 36% è importante avere informazioni sulla qualità delle materie prime utilizzate; il 37,5% viene influenzato dai social e il 34,9% le cerca sul web prima di acquistarle. Infine, il 46% del campione è disposto a spendere fino ad un massimo di 100 euro per un paio di scarpe, contro il 9,7% che è disposto a superare i 250 euro di spesa.