Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Prende il via con “La bisbetica domata” di William Shakespeare Giffoni Teatro

redazione

Ineguagliato capolavoro di William Shakespeare, una rappresentazione travolgente qui colorata da elementi popolari ed echi della commedia dell’arte che ne fanno un evento da non perdere. Prende il via con “La bisbetica domata di William Shakespeare messa alla prova” la IX Stagione Invernale di Prosa promossa dall’Associazione Giffoni Teatro con il sostegno del Comune di Giffoni Valle Piana. Appuntamento giovedì 17 novembre (alle 21) presso Sala Truffaut della Cittadella del Cinema. Protagonista Nancy Brilli. Sul palco con lei (è sua anche la direzione artistica) ci saranno gli attori Matteo Cremon, Claudio Castrogiovanni, Gianluigi Igi Meggiorin, Gennaro Di Biase, Anna Vinci, Dario Merlini, Maria Concetta Gravagno, Stefano Annoni, e Valerio Santoro nel ruolo del Dr. Jolly. Tutta la vicenda sarà arricchita da una verve comica che guiderà in modo parallelo i destini degli attori della compagnia e dei personaggi della commedia. Una commedia nella commedia, ricca di colpi di scena e che, col sorriso, porta a riflettere sui rapporti uomo-donna, un’occasione unica per vivere l’allegria, l’ironia e lo stupore con cui la Bisbetica Domata è diventata un cult. Senza tradire mai l’originale di Shakespeare va in scena una rivisitazione in grado di affascinare lo spettatore restituendo la contemporaneità di un autore senza tempo.

Il titolo dell’opera è noto quanto la trama. La vicenda ha per protagonisti una serie di personaggi che si districano in un frizzante crogiuolo di equivoci e travestimenti. Famosa per il suo carattere intrattabile, Caterina fatica a trovare pretendenti e quindi marito, a differenza della sorella minore Bianca, apparentemente dolce e mansueta, bramata da Gremio e Ortensio. Il padre delle ragazze, il nobile e avido Battista, decide dunque che nessun uomo avrà la più giovane finché la primogenita non si sarà accasata. Così gli zelanti corteggiatori fanno combutta e convincono il veronese Petruccio a chiedere in moglie Caterina incoraggiandolo con la prospettiva della dote. La storia narra una serie di trattative al rialzo che dimostrano quanto il padre delle ragazze veda in loro poco più che un fattore di guadagno. Sulle scenografie di Giacomo Andrico “duelleranno”, con contrasti umoristici e dissonanti, idee e proposte di tendenze diverse, dall’appeal contemporaneo ma in grado di soddisfare le esigenze ad esempio della famosa scena del banchetto di matrimonio di Caterina e Petruccio. I costumi sono invece a firma di Nicoletta Ercole e vanno a comporre una pittura fatta di frammenti eterogenei che andranno a sviluppare un nuovo ordine creativo. Le luci sono di Massimo Consoli mentre le musiche originali sono di Alessandro Nidi che lavora anche sull’arrangiamento di alcune canzoni cantate dal vivo dagli attori, il disegno luci è stato realizzato da Antonio Molinaro.