Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Potenza, il prefetto Vardè: “Il primo obiettivo è garantire le sinergie”

redazione

“Il mio primo obiettivo è di garantire interlocuzioni e sinergie proficue con gli enti locali, con le forze dell’ordine e con la comunità: ho incontrato i vertici delle forze dell’ordine e della magistratura, e i rappresentanti delle istituzioni, perché sono convinto che il ruolo del Prefetto si deve qualificare per un contributo concreto verso la soluzione delle problematiche di una comunità, e questo si può fare, appunto, solo con giuste le sinergie”. Sono queste le prime parole del nuovo prefetto di Potenza, Annunziato Vardè, il quale – oltre alle precedenti quattro esperienze da prefetto – nel 2011 è stato nominato commissario straordinario per l’individuazione e la realizzazione delle discariche in provincia di Napoli e successivamente nel Salernitano, e tra il 2012 e il 2016, da prefetto di Ragusa, si è occupato anche dell’accoglienza dei migranti. “Ho iniziato ad approfondire i vari dossier del Potentino – ha aggiunto – in una regione che, da un lato, ha molte potenzialità e risorse, ma vive un momento difficile, come testimoniato dall’esigenza di trattenere giovani costretti a cercare lavoro altrove”. Vardè, in questi primi giorni da Prefetto di Potenza, ha incontrato o sentito telefonicamente i rappresentanti della magistratura, delle forze dell’ordine e delle istituzioni, tra i quali il sindaco di Potenza, Dario De Luca, e il neo governatore Vito Bardi. Sui temi ambientali, Vardè ha ricordato che si tratta di un “fattore importante in provincia di Potenza, forse sotto altri aspetti, diversi dalla raccolta e dallo smaltimento, di cui mi sono occupato nel pieno dell’emergenza campana. Qui c’è la vicenda legata alle estrazioni di idrocarburi, da non sottovalutare: serve molta attenzione – ha aggiunto – perché è necessario consentire queste attività, che poi portano ricchezza e lavoro, ma è anche indispensabile garantire le salvaguardie fondamentali per l’ambiente e la salute dei cittadini”. Sul versante dei migranti, invece, “ho vissuto in pieno l’emergenza a Ragusa tra il 2014 e il 2016, quando si è verificato un flusso imponente di sbarchi e ci siamo trovati a gestire i servizi di accoglienza a un ritmo di 180 mila arrivi l’anno. Oggi la situazione è diversa e i flussi sono molto diminuiti. Bisogna quindi gestire bene e migliorare i centri di accoglienza, ma ritengo che oggi questo fenomeno sia assolutamente governabile. In particolare in questi primi giorni – ha concluso il prefetto – mi pare di capire che il Cpr ha bisogno di migliorie e di una particolare attenzione”.