Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Polla (SA) – Due settimane di ricovero in attesa di un esame diagnostico al cuore.

di Lorenzo Peluso.

Polla – due settimane di ricovero in cardiologia in attesa di un esame diagnostico da farsi ad Eboli. Una storia sconcertante che ha visto protagonista un 55enne, imprenditore di Sanza (SA).

Una storia sconcertante che ha visto protagonista un 55enne, imprenditore di Sanza, che ricoverato per un malessere presso il nosocomio pollese, nel reparto di cardiologia, è stato dimesso dopo due settimane senza poter effettuare una coronografia, ritenuta necessaria dai medici. Una settima di ricovero per effettuare tutte le indagini del caso, poi la notizia del necessario esame diagnostico che però si deve effettuare presso il reparto di cardiologia dell’ospedale di Eboli. Sin qui tutto nella norma, o quasi. L’avventura del signor Antonio R. comincia quando gli viene preannunciato il trasferimento ad Eboli da effettuarsi “nelle prossime ore” così come riferisce. Ore che man mano sono diventati giorni sino allo scoccare della settimana. Una settimana in attesa, senza nessun altro tipo di esame o comunque cura, che ha portato il degente, letteralmente, a perdere la pazienza. A questo punto dopo essersi rivolto più volte ai vari medici che si alternano nei singoli turni, un buon samaritano prende a cuore la situazione e nel prenotargli la visita per il lunedi successivo, nella giornata del sabato gli firma le dimissioni. Insomma due settimane di ricovero per nulla. Due settimane in attesa di un esame che, per fortuna, almeno sino ad oggi, evidentemente non era urgentissimo. A questo punto, facendo nostre le parole del signor Antonio, ci chiediamo perché impegnare un letto in corsia, con i relativi costi giornalieri, per ben due settimane ? possibile che i motivi del mancato trasferimento, così come dichiara il signor Antonio, sono addebitabili alla mancanza di mezzi di trasporto? Questa è la motivazione addotta dal medico, interrogato dal paziente, sui motivi di questo ritardo nel trasferimento. Insomma una storia di “strana sanità”, non vogliamo definirla “mala”. Fatto stà che lo stesso paziente durante le lunghe giornate di permanenza ha avuto modo di farsi una sua opinione sull’andazzo delle cose. “Quello che è capitato a me non è niente – ci dice ancora il signor Antonio – un signore anziano, ricoverato nel mio stesso reparto, dopo una settimana di degenza, nella visita serale, uno dei medici di turno gli analizza la cartella medica e rassicurandolo sulle sue condizioni, gli preannuncia le dimissioni per il mattino seguente, preparando già il foglio di dimissione che il collega della mattina avrebbe dovuto solo firmare. Tutto ciò – continua ancora Antonio – perché di sera non si effettuano dimissioni. La mattina successiva però, dopo alcune ore di attesa e con il montare dell’impazienza da parte dell’anziano, gli viene detto che non si trova la cartella clinica, quindi non può essere dimesso. Altro giorno di ricovero ed altra attesa sino al mattino successivo quando un altro medico di turno, pur confermando la buona salute dell’anziano, alle pressanti richieste di spiegazione sull’accaduto si sente rispondere, ma perché dovrei firmarle io le dimissioni? Perché non le ha firmate il collega in servizio ieri ? Quindi la reazione agitata dell’anziano uomo che ha perso letteralmente la pazienza, costringendo il medico ad apporre la tanto agogniate firma e le dimissioni” conclude Antonio. Insomma strane storie che sembra si verifichino presso un reparto importante per l’ospedale pollese. Che il signor Antonio dica fesserie? Bah. Certo è che, ricoverato il quattro ottobre, giorno di San Francesco – come lui stesso riferisce- ora, proprio in queste ore, si trova ad Eboli e sta effettuando il tanto atteso esame diagnostico. Auguri signor Antonio.