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Politica – Primarie del 16 febbraio per l’elezione del segretario regionale Pd. Quattro chiacchiere con Guglielmo Vaccaro

redazione.

Napoli – A due settimane dalla consultazione elettorale per la scelta del nuovo segretario regionale del Pd in Campania, incontriamo il candidato Guglielmo Vaccaro. "La dialettica, giustamente vivace, che caratterizzerà la fase di avvicinamento al congresso regionale di febbraio non potrà non approdare a una riflessione, doverosa e profonda, che dovremo fare tutti noi che ci candidiamo a essere classe dirigente di un PD nuovo, moderno, pronto a guidare la Regione Campania nel prossimo futuro" così Vacccaro a quasimezzogiorno.it

"Lasciarsi, cioè, alle spalle la legittimazione del conflitto che inevitabilmente accenderà le primarie, e entrare in una fase ancora inesplorata che ci chiamerà alle nostre responsabilità di costruttori di consenso – afferma il deputato salernitano Vaccaro (nella foto) –  Dovremo avvertire che non è il momento delle divisioni, dei tornaconti di parte, ma del confronto sereno sui grandi temi politici che interessano i destini dei nostri territori, lo sviluppo, la sicurezza sociale e, più in alto ancora, il recupero del senso della politica intesa come spirito di servizio alle nostre comunità, a partire dagli ultimi, cosa che sempre più spesso abbiamo dimenticato, concentrati, come siamo, solo sulla suggestione degli apparati di potere, certo anch’essi necessari. Avendo chiara questa rotta desideriamo concorrere alla definizione degli assetti e del programma che accompagneranno, domani, il PD nel ruolo di formazione politica centrale e imprescindibile per l’avvenire di questa regione, dentro il contesto, più ampio, nazionale ed europeo". Ma il ruolo della nuova classe dirigente che si propone alla guida di questo nuovo Pd qual’è? "Diciamo subito che di una consapevolezza siamo certi. Ci sentiamo e intendiamo svolgere un ruolo decisivo nella costruzione di questo partito. E vogliamo esserlo assumendone per intero le responsabilità di guida e lavorando per formulare le proposte che devono essere alla base della nostra agenda politica. E l’agenda reclama sempre di più, e più urgentemente l’abbandono della corsa al vuoto esercizio del potere e sollecita, invece, dall’impegno politico risposte puntuali. Abbiamo, per tutte queste considerazioni, bisogno di un partito che smetta di essere una vetrina dietro la quale, ormai da tempo, sembra vivacchiare una stanca rassegnazione alla sconfitta, e diventi invece una finestra, capace di aprirsi ai problemi della gente, scendere nelle strade, mettersi in gioco, bagnarsi nello scorrere della vita di ogni giorno e, facendo questo, percepire, dal vivo, le pulsioni, spesso drammatiche, che la animano. Problemi inediti, a volte irrisolvibili, che ci obbligano a riformulare i rapporti con la gente e ad affrontarne i disagi anche dal punto di vista dei diretti interessati. Dalla società collettiva, dunque, fatta di individualità che non dialogano, alla società connettiva, in cui la saldatura tra bisogno e risposta avviene non nelle cose, ma nella coscienza di ognuno, crea reti effettive di partecipazione e mette, finalmente in sintonia, i diritti irrinunciabili di una comunità e il dovere, da parte di chi vuole rappresentarla, di saper li tutelare. E, in questa altalena tra il palazzo e la gente, allontanarsi dal primo e rimettersi sulle spalle l’onere e la fatica del disagio e della convivenza condivisa con la seconda. E farlo diventare valore, non delegabile, in quanto tale, agli addetti ai lavori. Solo dopo questo percorso un grande partito come il PD può legittimamente sentirsi pronto a guidare una regione così complessa verso nuovi orizzonti e creare dinamiche partecipative in grado di recuperare il senso del legame sociale. Né serve tenere chiuso questo valore dentro una parte del nostro mondo ,ma è vitale stabilire collegamenti cogli altri mondi locali, e consolidare, così, una strategia di rete. In che modo? Azionando tutte le leve possibili di associazionismo e concertazione tra soggetti e tra strumenti, condizioni indispensabili per immaginare lo sviluppo complessivo di una terra così suggestiva qual è la Regione Campania". Quindi che Partito propone Guglielmo Vaccaro ? "In un tempo che reclama velocità e leggerezza costruiamo un partito agile, che non si basi solo sulle appartenenze, ma sappia garantire un confronto civile e positivo con tutte le comunità di un territorio e riconquistare la fiducia della gente, il bene più prezioso. Un partito in grado, anzitutto, di avere un progetto credibile per creare lavoro ai giovani, e riconoscere diritto di cittadinanza pieno alle donne. Un partito che sia capace di far dialogare sindacati e imprese, sia catalizzatore di energie pulite, sappia sintonizzarsi coi bisogni dei più deboli e valorizzare il merito e l’innovazione. Mai dimenticando di dare risposte alle vocazioni dominanti della nostra regione, dal patrimonio artistico- culturale a quello turistico e ambientale, arricchito dalle impagabili diversità che ci offre il territorio, a partire dalla tutela di un’agricoltura che merita ben altra attenzione e da una politica del trasporto pubblico che ne cancelli le vistose lacune".