Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Pesca del dattero. Sequestro della Guardia di Finanza.

redazione

I militari della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Napoli nell’ambito di una pianificata attività di controllo finalizzata alla repressione della pesca di frodo del dattero di mare nel golfo e lungo le coste del litorale partenopeo, disposta dal Reparto Operativo Aeronavale di Napoli, mediante l’impiego coordinato di mezzi navali e terrestri, nella mattinata odierna individuavano, in prossimità della scogliera antistante il porticciolo di Molosiglio (NA), dei soggetti intenti alla pesca subacquea. Tempestivamente i militari operanti, informavano di quanto stava accadendo l’equipaggio di una vedetta velocissima pronta a intervenire, a bordo della quale aveva precedentemente preso imbarco personale specialista sommozzatore del Corpo. Giunti sul luogo segnalato, i militari subacquei del Corpo si immergevano e individuavano, in flagranza di reato nel pieno dell’attività di estrazione dalla roccia, due soggetti intenti a raccogliere datteri mare. Si facevano riemergere i responsabili i quali dopo essere stati identificati, venivano denunciati a piede libero all’Autorità Giudiziaria per la violazione delle Leggi Comunitarie e Nazionali che tutelano la particolare specie ittica e il patrimonio ambientale. L’attività posta in essere permetteva il sequestro di complessivi kg. 7 di datteri di mare, e dell’attrezzatura completa per la respirazione ausiliaria nonché, di n. 2 martelli e n. 2 pinze estrattrici per la raccolta del pregiato frutto di mare. La pesca del dattero, assolutamente vietata, continua ad essere perpetrata da spregiudicati pescatori di frodo, grazie ad un mercato nero del consumo che alimenta la richiesta del prodotto; si tratta di un tipo di pesca altamente lesiva dell’ecosistema marino, poiché possibile, soltanto attraverso la frantumazione di un ampio tratto di scogliera, che conduce all’alterazione e distruzione dell’ecosistema marino. Alcune pescherie, incuranti dei divieti, offrono in vendita con grande disinvoltura datteri di mare, coinvolgendo gli avventori nell’illecito profitto. La pena prevista per chi pesca, detiene e commercia datteri di mare prevede una multa fino a 12.000 euro e l’arresto da due mesi a due anni.