Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Per la Siria gli appelli del mondo valgono nulla. Si muore in ogni istante.

di Lorenzo Peluso

Gli appelli del mondo valgono poco. In Siria nulla cambia. Ancora raid, ancora scontri. Le esortazioni al cessate il fuoco, l’ultima quella di Papa Francesco, sono inascoltate. In Siria non si smette di combattere. Nella città di Soran nella provincia di Hama le forze siriane e gli alleati hanno lanciato una massiccia offensiva per la conquista della città del Tibet al-Imam. Nella domenica di Pasqua i combattenti delle “Forze Democratiche della Siria” hanno condotto un’operazione nella provincia siriana di Deir ez-Zor, accompagnata dai raid della Coalizione.Si combatte e si muore ogni giorno. Intanto è stata completata la prima fase dell’evacuazione di Kefraya, al-Foua, Zabadani e Madaya, le quattro città, due sciite e due sunnite. L’evacuazione decisa dopo l’accordo tra il regime di Damasco e i ribelli.  7000 persone sono state trasferite, molte delle quali sono già arrivate a Jibrin vicino a Aleppo dopo la strage di sabato dove un’autobomba è esplosa tra gli autobus che trasportavano i profughi. Il bilancio pesantissimo di 126 morti, di cui 68 bambini. Altre centinaia di famiglie aspettano ancora il via libera dopo l’attacco che ha bloccato il tutto, lasciando migliaia di persone in attesa. Intanto ancora non vi è chiarezza sull’accaduto. Le fazioni ribelli siriane negano qualsiasi implicazione nell’attentato, attribuendo al regime di Bashar al Assad la responsabilità di questo crimine. Sul piano internazionale intanto le Nazioni Unite hanno confermato che si tratta di un crimine di guerra. L’attacco al convoglio di sfollati siriani colpito sabato scorso alla periferia di Aleppo non può essere altro che un crimine di guerra. Rupert Colville, portavoce dell’agenzia Onu per i diritti umani ha detto: “si tratta di un attacco che ha le caratteristiche di un crimine di guerra. Sebbene al momento non siamo in grado di individuare i responsabili, i video analizzati dai nostri esperti sul terreno mostrano che i bambini si erano radunati attorno ad una persona che offriva dolci e caramelle immediatamente prima dell’esplosione” ha spiegato. Intanto il Siria si muore. La popolazione civile è ostaggio dei combattimenti tra i militanti dell’autoproclamato Stato Islamico, le forze governative e le varie fazioni ribelli.