Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Pensioni – Con quota 100 subito 750mila pensionati in più

redazione

Riformare la legge Fornero sulle pensioni introducendo “quota 100”, così come propone il contratto di governo Lega-M5S, porterebbe da subito a un aumento di circa 750mila pensionati in più. Lo ha detto il presidente dell’Inps, Tito Boeri, nella relazione annuale dell’istituto. “Ripristinando le pensioni di anzianità con quota cento o 41 anni di contributi – ha detto – si avrebbero subito circa 750mila pensionati in più. Ripristinare le pensioni di anzianità significa ridurre il reddito netto dei lavoratori”. In un sistema pensionistico a ripartizione, ha ricordato Boeri, i contributi di chi lavora servono ogni anno a pagare le pensioni di chi si è ritirato dalla vita attiva. “Oggi abbiamo circa due pensionati per ogni tre lavoratori – ha affermato – questo rapporto è destinato a salire nei prossimi anni”. Secondo le previsioni del Fondo monetario internazionale, a legislazione invariata a partire dal 2045 l’Italia avrà addirittura un solo lavoratore per ogni pensionato.

“Siamo all’inizio di una nuova legislatura con un nuovo Parlamento e un nuovo esecutivo che hanno da poco iniziato a operare – ha detto Boeri – nell’augurare a entrambi buon lavoro non possiamo che reiterare con forza il nostro invito a pensare al futuro. Nel confronto pubblico degli ultimi mesi si è parlato tanto di immigrazione e mai dell’emigrazione dei giovani. Nessuno sembra preoccuparsi del declino demografico del nostro paese”. Secondo Boeri “la classe dirigente del nostro paese dovrebbe essere impegnata in prima fila nel promuovere consapevolezza demografica”. Il presidente dell’Inps ha ricordato che negli scorsi rapporti annuali dell’istituto è stato denunciato più volte la situazione di “abbandono” dei giovani. “Purtroppo – ha proseguito – la fuga all’estero di chi ha tra i 25 e i 44 anni non sembra essersi arrestata neanche con la fine della crisi”.

Nel 2016, infatti, sono emigrate 115mila persone, l’11% in più rispetto all’anno precedente. “Il declino demografico – ha concluso Boeri – è un problema molto più vicino nel tempo di quanto si ritenga. Ai ritmi attuali, nell’arco di una sola legislatura, la popolazione italiana secondo scenari relativamente pessimistici, ma non inverosimili, potrebbe ridursi di circa 300mila unità. È come se sparisse una città come Catania”.