Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Pasta – L’indicazione obbligatoria dell’origine del grano mette in crisi i mugnai.

redazione

Italmopa, l’associazione industriali mugnai d’Italia, prende atto, “seppur con sorpresa, dell’ordinanza con la quale il TAR Lazio ha respinto la richiesta di sospensione dell’efficacia del Decreto Mipaaf – Mise relativo all’indicazione obbligatoria dell’origine del grano e delle semole nella pasta alimentare”. La materia relativa all’obbligo di indicazione dell’origine in etichettatura, “che si basa sulla pretesa e infondata relazione tra origine e qualità del frumento duro, non può in alcun modo essere affrontata scindendola da altre questioni sostanziali – commenta Cosimo De Sortis, presidente Italmopa – Il comparto della produzione agricola nazionale di frumento duro è, infatti, caratterizzato da alcune gravi criticità, in particolare il deficit qualiquantitativo rispetto alle esigenze dell’industria molitoria, il cui superamento avrebbe dovuto costituire la priorità nell’azione dell’Amministrazione. Criticità di cui spesso abbiamo parlato anche direttamente con i rappresentati del Ministero, formulando proposte di assoluto buonsenso, ma rimaste colpevolmente senza risposte, volte a tutelare l’interesse dei consumatori e a garantire la competitività non della sola Industria molitoria ma della filiera frumento duro nel suo insieme e di tutti gli attori che la compongono”. “Siamo e saremo – prosegue – sempre per la trasparenza nei confronti del consumatore, ma il nostro ricorso aveva proprio l’obiettivo di far capire alle Istituzioni l’importanza di pensare insieme a noi addetti ai lavori a un decreto strutturato in maniera diversa e che tenesse conto di alcuni fattori e dinamiche che solo noi conosciamo bene”. Particolarmente allarmante risulta essere il silenzio delle competenti amministrazioni di fronte alle segnalazioni di Italmopa circa l’impatto economico del Decreto in termini di maggiori costi di approvvigionamento e logistici a cui risulterà inevitabilmente esposta l’industria molitoria, in un quadro già caratterizzato da margini di redditività tra i più bassi del comparto agroalimentare nazionale.  “In questo contesto – conclude Cosimo de Sortis – e nell’ottica della sopravvivenza delle nostre Aziende, è nostra ferma intenzione sviluppare ogni forma di iniziativa, a livello nazionale e comunitario, che possa riconoscere le nostre ragioni sia sul piano formale che sostanziale. Ci preme ricordare, inoltre, che anche a Bruxelles stanno lavorando per una legge unica europea sull’etichettatura che, una volta entrata in vigore, farà decadere automaticamente tutte le altre iniziative isolate e non convalidate dalla UE, come appunto quella in questione”.