Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Passo avanti per il taglio del numero dei parlamentari

redazione

Passo avanti per il taglio del numero dei parlamentari, che secondo la proposta di legge della maggioranza dalla prossima legislatura dovranno diventare 400 alla Camera e 200 al Senato. Con 310 voti a favore infatti Montecitorio ha approvato il 9 maggio il testo in seconda lettura, che ora è atteso di nuovo in Senato. Festeggia il Movimento 5 Stelle, con Luigi Di Maio che commenta da Palermo: “Sono contento che la Camera abbia approvato il taglio di un terzo dei parlamentari, che secondo il cronoprogramma entro gli inizi di agosto sarà legge. Questo vuol dire che la prossima volta che andremo a votare eleggeremo non mille parlamentari ma un terzo in meno e risparmieremo 500 milioni”. Quindi una bacchettata al Partito democratico: “Il Pd è tutto e il contrario di tutto, non si smentisce mai solo sulla difesa dei privilegi. E’ la vera natura del Pd e a me non meraviglia, è per questo che il governo deve andare avanti”. Dello stesso tenore anche il commento di Danilo Toninelli: “Dalle parole ai fatti. Passa in prima lettura alla Camera il Taglia Poltrone dei parlamentari. Un sacco di soldi risparmiati a fronte di un Parlamento più efficiente. Una norma giusta attesa da anni. Ed infatti il Pd ha votato contro”. Favorevoli anche Forza Italia e Fratelli d’Italia (“Anche se ci aspettavamo anche il presidenzialismo” sottolinea il gruppo di Giorgia Meloni), contrari i gruppi di sinistra e centrosinistra: Federico Fornaro, di Leu, pone l’accento sul fatto che “il tema della riduzione dei parlamentari deve essere inserito nella questione della crisi della rappresentanza: la mia domanda è se attraverso una riduzione di questa rappresentanza stiamo dando una medicina a questa malattia o la stiamo aggravando? Stiamo costruendo dei collegi da 800mila abitanti, dei fantasmi”. Forti le proteste soprattutto degli eletti all’estero, che vedranno così ulteriormente risicata una rappresentanza già sottostimata rispetto a quelle altre circoscrizioni: “Questo taglio penalizza soprattutto gli italiani all’estero – spiega Francesca La Marca – Gli eletti passano complessivamente, tra senatori e deputati, da 18 a 12: come si può pensare di rappresentare un continente e mezzo come il mio, Nord e Centro America, con un deputato e un senatore avendo 450mila elettori?”.