Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Parla Domenico Nicoletti, ex direttore del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano: quale futuro per i parchi?

redazione

Ho partecipato, con piacere al Festival della Felicità Interna Lorda in corso a Pertosa ed Auletta dal 26 al 28 agosto che affronta i temi della perdita dell’identità del mezzogiorno.
“Il Sud ha smarrito il sentimento verso i suoi luoghi nella convinzione che il progresso significasse una lotta incessante verso una modernità sempre però inabile a dare misura alle ambizioni di ciascuno.”“Il festival sul sentimento dei luoghi” dice Antonello Caporale giornalista di Repubblica, scrittore e noto commentatore televisivo  “intende mettere in rete i mille segni di rivolta positiva disseminati nel Mezzogiorno d’Italia ma isolati, sconosciuti, dispersi. Occorre dunque conoscersi. E poi riconoscersi. Queste tre giornate tentano di riflettere sul bisogno di cambiare, sull’urgenza di cambiare. E su come farlo. Sull’idea che dopo tutto esista pur sempre la felicità prima che il dolore, e la nostra dignità prima della corruzione, il successo delle nostre azioni prima della loro sconfitta. La via è stretta ma c’è, la vediamo. È davanti a noi.” Credo che molti, come me, che da anni lottano per affermare questi principi nelle strutture pubbliche e nelle azioni “private”,  provino un grande senso di piacere nell’ascoltare, conoscere e qualificare principi posti alla base della propria “missione” di vita, soprattutto quando si tratta della propria terra. Ho sempre sostenuto nell’accettare la direzione del Parco del Cilento e Vallo di Diano che la sfida era ed è profondamente culturale, rileggere dopo 10 anni da quell’avventura che tali principi possono rappresentare la svolta mi inorgoglisce e mi ferisce. Quanto tempo perso, quante azioni, programmi e progetti in questi anni per affermare principi che erano nella testa e nel cuore e che oggi molto spesso sono “emarginati” e “ignorati” in una terra che ineludibilmente li rappresenta come il Cilento e Vallo di Diano.  Ancora oggi si dibatte e si discute sull’essenza e la forza del “genius loci”  quale matrice di una rinnovata identità e possibile crescita economica e sociale, di contro ancora oggi c’è chi si “stupisce” che questa essenza in alcuni territori del Sud è “naturale” intrisa nella cultura e nella storia di queste terre e invece continua a governare i territori “nella convinzione che il progresso significasse una lotta incessante verso una modernità sempre però inabile a dare misura alle ambizioni di ciascuno”. Chi non vive le “pulsazioni” di queste terre, i suoi “sentimenti”,  la sua “forza”, le sue “aspettative”,  anzi non fa altro che marginalizzarle,  non potrà mai capire che si aprono nuove strade, nuove prospettive,  un nuovo paradigma di crescita felice, un nuovo che avanza e che ha bisogno che tutti coloro  che ci credono, riannodando i fili di quella rete di rivolta positiva che il Cilento e Vallo di Diano conoscono bene, per storia, cultura e visione del futuro. Di questo ed altro parleremo a Sanza il prossimo 5 settembre alle ore 18,30 presso il Centro di Educazione Ambientale dell’ex Convento di Salemme,  a proposito dell’incontro per il “Rilancio dei Parchi” sulle riflessioni del Gruppo di San Rossore verso un nuovo modello che faccia della marginalità, ricchezza.