Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Paestum (SA) -Don Ciccio e Unidos do Batacoto ospiti al Dum Dum Republic

redazione

“We rock, we jam, we jump… we’re a family, be a part of this unity…you’re jammin.. it’s the music of the ghetto”. Si balla a piedi nudi con la musica che il mare porta dall’Africa, da Cuba, dal Brasile, dal Messico. E i cuori di tutti si intonano al suo dumdum”. Il battito del Dum Dum Republic esplode in un Ferragosto travolgente. “Get up riddim” è l’imperativo. Una carica di energia positiva, con il ritmo dei tamburi in un mash up tra samba, reggae, afrobeat e Puglia. In consolle, Don Ciccio,  dj e producer, pioniere della musica reggae in Italia e fondatore dell’etichetta Love University. L’arena che si staglia sul mare si trasforma in un crocevia di suoni di tutto il mondo con l’open act degli Unidos do Batacoto: oltre 25 percussionisti in scena pronti a catalizzare il battito del beach club della costiera cilentana. “Il Dum Dum Republic è uno dei posti dove in assoluto si possono percepire le vibes più belle e dove un dj, che fa musica da 30anni, capisce perché è meraviglioso fare questo mestiere – sottolinea Don Ciccio – Venite felici, perchè sarà una giornata all’insegna della musica, a 360gradi, con l’energia, il cuore e le radici direttamente in Africa”. Musica indipendente dal basso e ritmo in levare, dai suoni della Jamaica, dallo shuffle alla street dance, all’r’n’b allo ska, in un legame stretto con la dimensione sociale in perenne divenire. Una passione nata ascoltando le radio pirata a Londra, quella di Don Ciccio. Una collezione di oltre 10mila dischi in vinile e 45giri, che dal sound system e il supporto in vinile si allarga perà al digitale. È proprio dall’amore per il reggae Uk anni ’80 che, una volta rientrato in Italia, nasce l’etichetta d’amore Love University, ancorata al Sud e pronta ad investire su giovani di talento. Dj ufficiale e produttore di Mama Marjas dal 2009, Don Ciccio è ideatore del format musicale “Party Hard”, che spazia dalle musiche della diaspora del neri africani negli ultimi 400 anni alla Jamaica e a Cuba, in un mix esplosivo di Soca (Trinidad e Tobago), Dancehall (Giamaica), Kuduro (Angola), Dembow (Repubblica Domenicana), Funk, HipHop, Elettronica, Afro Beat (Nigeria), Samba (Brasile), Salsa (Cuba). Nell’ultimo anno e mezzo si dedica al progetto “African Party”, il party afrobeat del sud Italia che finanzia l’alfabetizzazione degli immigrati a Taranto. Né una dancehall, né una festa di comunità, ma una serata mensile in cui centinaia di ragazzi italiani e africani danzano insieme perché “l’Africa è il futuro – spiega Don Ciccio – e la musica è il miglior modo per capirsi”. Conduce e produce inoltre il “Don Ciccio Radio Show”, la più ascoltata trasmissione radiofonica di musica reggae e caraibica in onda dal 2005 ogni venerdì dalle 15:00 alle 17:00 sul network Ciccio Riccio. Unidos do Batacoto è la prima scuola di samba del sud-Italia, nata agli inizi degli anni ’90, con sede in Castellammare di Stabia (Napoli), costituisce oggi nel panorama artistico musicale nazionale un’importante realtà e un momento di aggregazione per i giovani, che attraverso lo studio e l’apprendimento tecnico percussivo della tradizionale musica afrobrasiliana, possono acquisire valori positivi necessari alla crescita artistica, ma soprattutto umana. Con i suoi circa 25 percussionisti propone uno spettacolo dal vivo dove il ritmo, l’allegria, l’entusiasmo diventano gli elementi di coinvolgimento e di forte impatto sul pubblico. Preview di Ferragosto, lunedì notte 14 agosto, con Dj Salvo Amenta e il suo Forever Young con il party revival dedicato agli anni ’80. Gli outfit saranno ispirati ai look audaci di grandi icone internazionali, come Cyndi Lauper e Madonna: denim in jeans abbinati al pizzo, guantini senza dita e acconciature voluminose in stile punk, spalline, accessori vistosi e abbinamenti di colore coraggiosi. Ad arricchire la scenografia l’immancabile motorino Sì della Piaggio. In consolle Salvo Amenta Dj darà vita a una selezione musicale che si ispira agli anni ’80 per poi allargarsi e proiettarsi alla world music, senza nessuna scaletta predefinita: a fare da guida solo il feeling che si instaura con il pubblico. “Vado a braccio, provo a comprendere chi ho davanti in pista – racconta Salvo – Ogni festa per me è una sfida, nuova e avvincente, ma alla fine vinco sempre e riesco a far ballare anche la musica dei cartoni animati a chi invece ama la tecno sfegatata. La soddisfazione più grande è quando, a fine serata, nessuno vuole andare via e tutti mi ringraziano per aver trascorso una serata diversa dal solito. Ecco, questo è il mio Dum Dum da 15 anni”.