Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Padula (SA) – Ignazio Cutrò, testimone di giustizia incontra i ragazzi del Liceo “Pisacane”

redazione

Padula (SA) – “Votate quella legge o saremo tutti morti”. Sono aggiaccianti le parole di Ignazio Cutrò, testimone di giustizia che da anni vive sotto protezione per aver mandato in galera chi gli ha distrutto l’azienda e la vita. Le ha pronunciate  a Padula, nella casa museo dedicata a Joe Petrosino, nella sala chiamata “Il coraggio”, inserita nel percorso della “Galleria virtuale su mafia e antimafia”. Concomitanze straordinarie, che puntano ad elevare l’attenzione su un tema delicatissimo che vede Cutrò, presidente dell’associazione dei testimoni di giustizia – sono 180 in Italia, e di questi invece, sono 86 quelli che vivono in regime di protezione- impegnato in prima persona. L’occasione è stata la presentazione a Padula del libro “Abbiamo vinto noi”, dove Benny Calasanzio Borsellino ha scritto la storia drammatica e di coraggio di Cutrò. Da Padula parte così l’appello per il via libera ad una legge che, votata alla Camera, è ora al vaglio del Senato, proprio la prossima settimana. Alla presentazione organizzata dal Comune di Padula, erano presenti l’assessore alla Cultura, Filomena Chiappardo, con il segretario comunale, Francesco Cardiello, referente del progetto sulla legalità che si sta realizzando presso il Liceo “Pisacane”,  il presidente dell’associazione Joe Petrosino, Vincenzo Lamanna,ed il nipote del famoso poliziotto ucciso dalla mafia, Nino Melito Petrosino. “Chiediamo solo di essere liberi, di riconoscere la figura del testimone e di restare a casa nostra anche dopo aver testimoniato. Io e la mia famiglia siamo rimasti in Sicilia, a Bivona. Non potevo mettere la mia vita in una valigia e andare via”. Dinanzi ad un pubblico numeroso, anche tanti ragazzi dell’oratorio padulese che hanno letto il libro ed estrapolato pezzi e domande per Cutrò, il testimone di giustizia non ha peli sulla lingua. Racconta la sua storia, dal suo aguzzino suo compagno di classe fino alla chiusura dell’azienda dopo aver subito incendi ed atti intimidatori di ogni genere. La legge in questione è fondamentale perché finora il programma di protezione dei testimoni è equiparato a quello dei collaboratori di giustizia. Un’anomalia assurda: chi uccide e si pente è uguale a chi subisce e testimonia. Sabato 16 dicembre, invece, presso il Liceo “Pisacane” di Padula Cutrò ha parlato della sua storia dinanzi agli studenti. Una presenza attesa, parte del progetto sulla legalità promosso dal Comune, dalla scuola, dalla Prefettura e da Libera. Durante l’incontro, è arrivata inaspettata la telefonata di Giuseppe Carini, altro testimone di giustizia, che parla coi ragazzi.. A marzo i ragazzi del liceo di Padula, insieme alla dirigente Liliana Ferzola, andranno in gita in Sicilia e nel loro itinerario ci sarà anche Bivona. Andranno a trovare Ignazio Cutrò e Giuseppe Carini. La concretezza di un progetto sulla legalità diventa dirompente. “La testimonianza che scuote gli animi dei ragazzi, l’invito a Bivona e la certezza di visitare Cutrò e Carini nella patria del coraggio siciliano, della lotta che oggi viene testimoniata nel Comune di Joe Petrosinoha un valore che supera ogni aspettativa –ha dichiarato l’assessore alla Cultura, Filomena Chiappardo – Siamo ora più che mai certi che il percorso intrapreso dalla nostra amministrazione sia nel solco della sensibilizzazione sui temi della legalità e del rispetto delle regole sia quello giusto”.