Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Ora il reddito di cittadinanza: deboli al sicuro ?

redazione

Le card per il reddito di cittadinanza stavolta sono quasi pronte davvero: lo annuncia il ministro del Lavoro Luigi Di Maio, durante l’evento di presentazione ufficiale del reddito di cittadinanza svoltosi il 22 gennaio. Una misura che toccherà “quasi tutte persone perbene, e che spesso sono rimaste povere proprio perché perbene”. Secondo Di Maio “con il reddito di cittadinanza, se mai ci sarà la recessione, io non so se andremo in recessione, noi metteremo in sicurezza le fasce più deboli, non faremo come gli altri”. Di Maio ha spiegato il funzionamento del nuovo programma, a partire dal fatto che “tutta la procedura potrà essere online” e che questo potrà anche favorire maggiori controlli sulla regolarità delle domande. Per questo, “il reddito è uno strumento per l’emersione dell’illegalità. Se fornisci dati falsi rischi dai due fino ai sei anni di carcere”. Di Maio conferma che anche i pensionati entreranno in questo programma. Ovviamente per loro non varrà la parte di politiche attive del lavoro, ma i principi di accesso sono gli stessi che per il reddito. La pensione di cittadinanza interesserà 500mila nonni italiani a cui miglioreremo un po’ la qualità della vita”. La carta, ha spiegato il vicepremier, “sarà una normale Poste pay per non discriminare nessuno ma non potrà essere spesa nel gioco d’azzardo”. Il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte, intervenuto all’evento ha ricordato che dopo essersi presentato “come avvocato del popolo, oggi mi presento come garante di un nuovo patto sociale tra i cittadini e lo Stato: vogliamo realizzare questo nuovo patto sociale e io sarò garante dell’attuazione. Vogliamo che tutti i cittadini possano prenderne parte: il reddito sarà pilastro portante e vigilerò con tutti gli strumenti a disposizione affinché questo progetto non sia deturpato da furbizie, abusi e storture di sorta”. Conte tiene a precisare che il reddito di cittadinanza non sarà una misura assistenzialista: “Siamo sempre stati consapevoli del rischio ma si realizza una misura assistenziale quando lo stato ai cittadini economici, con spirito paternalistico, dispensa benefici, senza sollecitarli a migliorare le loro condizioni. I cittadini sono incentivati a trovare un lavoro, i meccanismi disincentivanti col tempo sono formidabili. Sono sollecitati e stimolati a meccanismi utili alla società”.