Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Ora i missili terra-aria ad Erdogan li vendiamo noi.

di Lorenzo Peluso.

missili alla turchia

Il mondo gira ad una velocità che spesso è sconosciuta ai più. Al centro di tutto, sempre e solo il Dio danaro. Un esempio su tutti: la vendita di armi. Un mercato questo che ci vede, come italiani, protagonisti a livello mondiale. Ultimo in ordine di tempo è il caso Turchia. Insomma, si proprio la Turchia, quella di Erdogan e della mancanza di diritti. Tutto passa in secondo piano rispetto a contratti miliardari. Ieri il governo di Erdogan ha firmato una lettera d’intenti che apre la strada all’acquisto da parte di Ankara di missili terra-aria da un consorzio franco-italiano. La lettera, firmata dai ministri della Difesa francese e italiano permettono al consorzio Eurosam di “analizzare e definire i bisogni”, così si legge, delle forze turche, e dunque di provvedere poi alla fornitura di missili. Quel che fa sorridere, ma che dovrebbe far indignare, è che se pure l’accordo, in questa fase è solo un piano di intenti, il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg lo ha immediatamente definito come un caso positivo di cooperazione tra membri dell’alleanza atlantica. Insomma,Stoltenberg ha tirato un respiro di sollievo dopo che Erdogan, provando ad alzare il tiro verso la NATO, così come sta facendo da due anni oramai, aveva già concordato lo scorso settembre l’acquisto di sistemi missilistici russi S-400. Dunque, questo è il punto di vista di Stoltenberg, non più i russi, ma gli europei; gli italiani ed i francesi. Lo stesso Stoltenberg ha infatti riferito: “Questo tipo di operazioni è il modo migliore per assicurarci di soddisfare le capacità delle diverse nazioni e un buon modo di garantirsi nuove capacità pienamente integrati nei sistemi di difesa aerea”. Insomma, che dire se non che tutti sono soddisfatti delal vendita di missili alla Turchia. Che poi, verrebbe da chiedersi: ma a cosa serviranno i missili terra-aria alla Turchia? Magari a regolare i conti con il Kurdistan? Oppure a tenere sotto scacco l’Iraq? O peggio ancora mostrare i muscoli alla Siria? Una parziale risposta la si può trovare tra le righe sella stessa lettera di intenti, sottoscritta a margine della riunione Nato a Bruxelles di ieri che, ora ufficialmente, permette ai tre paesi di “mostrare il loro interesse in cooperare nel campo della difesa antiaerea e dei missili terra-aria”. Dunque ora non abbiamo di che temere: è solo cooperazione.