Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Olio – Scorte di extravergine esaurite entro i primi quattro mesi del 2019

redazione

Olio di oliva Made in Italy razionato con le scorte di extravergine che saranno esaurite entro i primi quattro mesi del 2019, per effetto del crollo del 57% della produzione che scende ad appena 185 milioni di chili, su valori minimi degli ultimi 25 anni. E’ quanto emerge dalla protesta Salva Made in Italy organizzata dalla Coldiretti in Piazza Montecitorio davanti al Parlamento il 12 febbraio dove è arrivata la rabbia degli agricoltori colpiti dalle pesanti calamità con il dimezzamento del raccolto nazionale di olio di oliva che ha messo in ginocchio migliaia di famiglie. “Con la produzione di extravergine Made in Italy che ha raggiunto quest’anno i minimi storici – sottolinea la Coldiretti – è Sos per gli ulivi italiani colpiti dai cambiamenti climatici, del propagarsi inarrestabile della Xylella e della concorrenza sleale provocata dalle importazioni low cost spacciate per italiane. In particolare sono state le Regioni del Mezzogiorno ad accusare le perdite maggiori, con la Puglia, che da sola rappresenta circa la metà della produzione nazionale, colpita da una flessione stimabile attorno al 65%, a causa delle gelate. I riflessi sul mercato della scarsità di prodotto nazionale non hanno tardato a manifestarsi con i listini dell’extravergine italiano hanno raggiunto alla produzione, infatti, a gennaio i 5,65 euro al kg (+31% rispetto allo stesso mese dello scorso anno), con valori all’origine superiori ai 7 euro al chilo in Sicilia e sui 6 euro nel Barese. Per la prima volta nella storia – sottolinea la Coldiretti – la produzione nazionale potrebbe essere sorpassata da quella della Grecia e del Marocco mentre si avvicina pericolosamente addirittura la Turchia e la Spagna allunga la distanza con ben 1,6 miliardi di chili e raggiunge un quantitativo quasi nove volte superiore. Senza interventi strutturali l’Italia – precisa la Coldiretti – rischia di perdere per sempre la possibilità di consumare extravergine nazionale con effetti disastrosi sull’economia, il lavoro, la salute e sul paesaggio”.