Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Non solo la Popolare di Bari. Il sistema bancario italiano e la solidità della BCC di Buonabitacolo.

di Lorenzo Peluso

La vicenda della Popolare di Bari, se mai si fosse spento, riaccende il faro dell’opinione pubblica sulla solidità del sistema bancario italiano. Par fare chiarezza, è necessario senza dubbio evitare allarmismi inutili Per fare questo è chiaro che necessita analizzare, in maniera puntuale i conti economici e valutare la mole di crediti deteriorati (NFP) presenti nei bilanci delle banche più “rischiose” in Italia. Secondo l’ultimo report di Mediobanca, escludendo la Popolare di Bari, sono tre gli altri istituti bancari italiani ad avere i bilanci più preoccupanti: MPS, Unipol Banca e Carige. Tuttavia, per tutte è già in corso un processo di messa in sicurezza contro gravi crisi e fallimenti. nel dettaglio, per Unipol Banca, la perdita è quantizzata in 722 milioni di euro nel biennio 2017-2018, va detto che è stata ceduta a BPER dopo aver subito un’operazione di pulizia dai crediti deteriorati. In realtà, va anche detto che l’azionista principale di BPER è sempre Unipol. la questione Carige invece presenta una perdita di 661 milioni di euro nel biennio 2017-2018, sarebbe in corso un rafforzamento patrimoniale dal valore di 700 milioni di euro, ai quali sono da aggiungere 200 milioni di euro da raccogliere prossimamente tramite l’emissione di bond subordinati. Carige, in crisi da anni, sta’ beneficiando all’aiuto del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Per  MPS la questione è diversa. La perdita nel biennio 2017-2018 è di 2,3 miliardi di euro con un peso enorme relativo alla svalutazione dei NPL subita ormai due anni fa. Queste sono certamente le situazioni maggiormente complesse. Va detto però che il recente report di Mediobanca, in merito ai bilanci delle banche per il 2018, vede anche altri tre istituti in difficoltà. Innanzitutto Deutsche Bank, ma anche Bim e Dexia Crediop, rispettivamente con perdite nell’anno di 218 milioni, 154 milioni e 78 milioni di euro. Gli ultimi numeri segnalano un passaggio difficile anche per Volksbank – Banca Popolare: l’istituto altoatesino, che conta circa 60 mila soci, presente anche in Veneto dopo l’acquisizione della Popolare di Marostica, si prepara a tre mesi difficili. La semestrale ha segnalato perdite per 101 milioni dopo le nuove rettifiche sui crediti deteriorati e sulla piattaforma Hi-Mtf le azioni sono difficilmente vendibili, con il valore che è sceso dai 19,2 euro dell’ultimo aumento di capitale a 11,9 euro nonostante 5 milioni messi a disposizione per sostenere la liquidità dei titoli tramite acquisti affidati a Equita. Con l’assemblea che approverà il bilancio 2019 uscirà lo storico dg Johannes Schneebacher ed anche il cda è da rinnovare. Anche la Banca Agricola Popolare di Ragusa si è rivolta all’investment bank milanese per sostenere la liquidità delle proprie azioni, dopo le forti proteste dei soci di inizio anno; l’incarico, recentemente rinnovato per 12 mesi, prevede acquisti in questo periodo per circa 2,6 milioni. La banca stessa, a ottobre, ha stanziato altri 1,5 milioni per acquistare direttamente titoli a 83,5 euro rispetto a un massimo di 117,40 euro e nelle ultime settimane ha portato avanti nuove operazioni di derisking. I crediti deteriorati pesano moltissimo sui conti economici delle banche italiane: la mole di NPL che deve essere svalutata di anno in anno, insomma è chiaro che la banca va avanti nel suo lavoro sapendo però che il fatturato sarà in perdita, uno scenario questo che vale per quasi la totalità delle banche il cui rapporto sofferenze/patrimonio supera il 100% del capitale.  Tutto questo ha un costo sociale enorme. basti pensare che negli ultimi 4 anni lo Stato italiano, in termini di liquidità, ha speso oltre 10 miliardi di euro per i salvataggi bancari, che potrebbero lievitare a oltre 15-20 miliardi di euro. Il conto definitivo, si rileva da una ricostruzione dell’Osservatorio dell’Università Cattolica di Milano. In conclusione, la solidità di una banca è tanto più controllabile dall’investitore, dal cliente, dal socio, quanto più la stessa banca è una banda di medie dimensioni e soprattutto del territorio. In questo, l’esperi3enza della BCC di Buonabitacolo, è assolutamente un modello di riferimento. In un momento di grande preoccupazione la BCc di Buonabitacolo presenta dati patrimoniali e di conto economico, nel periodo 30 settembre 2018-30 settembre 2019, di grande solidità. Un attivo patrimoniale cresciuto  di ben 18 milioni di euro, passando da 172 milioni a 190 milioni di euro di valore. Una crescita diretta in termini di  raccolta dalla clientela passata da 133 milioni di euro a 148 milioni di euro con un incremento dell’11,2% Ottimi i numeri relativi anche agli impieghi, passati da 97 milioni di euro a ben 110 milioni con un incremento pari a un + 13% Insomma, un grande lavoro di consolidamento e di crescita per la BCC di Buonabitacolo che si conferma banca leader del territorio di competenza e che può contare al 30 settembre del 2019 di un utile passato negli ultimi 12 mesi da 755mila euro a 835mila euro. Un segnale oltremodo positivo che il territorio mostra nei confronti della BCC di Buonabitacolo dove, evidentemente ripone aspettative e grande fiducia.