Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Non siamo più sedotti da nulla.

di Lorenzo Peluso.

Insomma, che piaccia o meno, l’uomo per sua natura è vittima costante della seduzione. E’ una condizione emotiva dalla quale l’essere umano non si può sottrarre. Si è sedotti, in tenera età dall’affetto della maestra di scuola, o magari dall’eloquenza e dalla semplicità del linguaggio che il maestro adotta per parlare a piccoli alunni seminando così la passione per la scrittura, per la lettura, per la conoscenza. Si è sedotti qualche anno più tardi dalle ideologie della contrapposizione, alla ricerca della libertà personale, che nessuno nega, ma che è sempre troppo poca rispetto all’esigenza di un adolescente. Si è sedotti dalla bellezza e dal candore della scoperta dell’altro, quindi il viaggio tra i sensi e le emozioni del cuore che batte e le gambe che tremano. Si è sedotti persino dal tempo, sempre troppo lento, in gioventù, veloce ed ininterrotto nella maturità. Siamo sedotti persino dal lavoro, se ciò che facciamo è quel che desideravamo fare. Insomma, le nostre vite viaggiano sull’onda emotiva della costante seduzione. Che poi cos’è sta seduzione, come si manifesta? Il linguista francese Hagège afferma che “diventare seducenti rappresenta una conquista personale che ha inizio con l’audacia di essere sé stessi”.

Verrebbe da dire che quindi seduzione è certo, da un punto di vista psicologico, l’occasione che ci permette di entrare in contatto con aspetti della nostra personalità che, forse, non avremmo mai conosciuto. Insomma, seduzione è quindi fascino, capacità di suscitare un’attrazione viva o addirittura irresistibile. Siamo sedotti in modo maniacale dal denaro; c’è chi è sedotto solo dalla gloria; siamo sedotti da ciò che nelle nostre vite può rappresentare l’irresistibilmente attrazione verso la scoperta. Certamente fu sedotto dalla gloria Cesare, ma anche Augusto ed Adriano, quest’ultimo credo più dalla bellezza del creato e dalla conoscenza. Persino i Santi, anche loro, in vita sono stati sedotti dalla fede, forse dalle pochezze del mondo. L’elisir della seduzione rimane però certo confinato nello spazio definito della ricerca e del preziosismo. Insomma è forse la necessità di avere ciò che non si ha, o di conoscere ciò che ignoriamo che crea quel magnetismo attrattivo che ci spinge oltre i nostri limiti naturali e dunque, sedotti dalla vita, ci sforziamo di apprendere, di conoscere, insomma di possedere finanche. Un magnetismo che si snoda sulla variabile tempo e quantità. Meno è il tempo, più è l’energia che mettiamo nella conquista di ciò che non possediamo;  tanto più abbiamo tanto meno desiderio proviamo. Si spiega forse così, il perché viviamo un contesto attuale dove manca sempre più la voglia di mettersi in discussione, di andare oltre noi stessi. Pigri, forse anche rassegnati, sedotti dal tutto, perché oggi tutti possiedono tutto, sempre meno propensi alla ricerca di ciò che non si conosce. Siamo diventati anche banali in questo, al punto che nel linguaggio corrente, nell’interpretare concettualmente il significato delle parole, siamo addirittura arrivati al punto che sedurre ha una declinazione negativa, quasi peccaminosa. Insomma abbiamo snaturato persino l’origine etimologica del sedurre, “condurre a sé”. Condurre a sé, certo, arricchirsi della contaminazione del mondo che ci circonda, del bello innanzitutto. In realtà, se fossimo tutto meno egoisti e pigri, ma viceversa più liberi e aperti ad accogliere il bello del mondo, potremmo ritornare ad essere tutti sedotti dal vivere, di ogni giorno.

Insomma, come si può rimanere inermi nei confronti della conoscenza, della scoperta, della sfida persino. Non siamo più sedotti da nulla e non siamo neppure più seducenti, perché viviamo senza considerare il tempo e l’equilibrio con la quantità del tempo che spendiamo senza alcun seduzione. Pensate ad esempio a Dorian Gray sedotto dalla sua stessa straordinaria bellezza al punto di rivedersi quel ritratto che non sfiorirà mai. Insomma quel che dobbiamo recuperare è il nostro rapporto, quello naturale con la seduzione, semplicemente perché la seduzione è comunicazione è legame. Sedurre è quindi è conoscenza.