Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Non c’è solo la guerra ed i talebani in Afghanistan.

di Lorenzo Peluso

Non c’è solo la guerra ed i talebani in Afghanistan. C’è un Paese straordinario, con una cultura millenaria; c’è un Paese che ci prova a rialzare la testa. Nei giorni scorsi i funzionari della Camera di commercio e delle miniere di Herat hanno presentato alcuni dati importanti. Negli ultimi 8 mesi sono state create 20 nuove fabbriche nel parco industriale di Herat. Un segnale positivo e di speranza. Secondo i funzionari, oltre 50 milioni di dollari sono stati investiti in queste fabbriche, dove vengono prodotti cibo e materiali per la ricostruzione. “La maggior parte delle fabbriche operano nell’area della produzione alimentare”, ha dichiarato Hamdullah Khadim, presidente della Camera di commercio e delle miniere di Herat. Segnali di un futuro possibile, di un Afghanistan che guarda oltre la tragedia della guerra infinita e dell’istabilità politica. La comunità imprenditoriale di Herat non solo opera quotidianamente per la rinascita del Paese ma guarda con attenzione agli investitori disposti ad acquistare una partecipazione attiva in vari settori, anche se la mancanza di un sostegno reale da parte del governo di Kabul è un grosso ostacolo. Gli imprenditori di Herat infatti criticano il governo afghano per non aver fornito elettricità e sicurezza sufficienti agli investitori e per essere riluttanti nel combattere con serietà e volontà la corruzione alla dogana. “Quasi 3 milioni di dollari sono stati investiti quest’anno per la produzione di bevande analcoliche, ma gli investitori continuano ad affrontare carenze di energia e corruzione alla dogana ed è un grosso ostacolo”, ha dichiarato Mohammad Shah Sakhizada, proprietario di una fabbrica. Va anche detto che i margini di sviluppo sono enormi se si pensa che le statistiche della Camera di commercio e delle miniere di Herat, non solo mostrano che attualmente 300 fabbriche sono attive nel parco industriale di Herat e nelle aree di produzione alimentare, ma ci sono ampi margini di sviluppo per le forniture per l’edilizia, marmo e prodotti lattiero-caseari. Un punto fermo questo visto che la Camera di commercio afferma che se il governo fornirà elettricità sufficiente per le fabbriche e garantirà la sicurezza per gli investitori, presto altre 20 fabbriche potranno nascere nella provincia. Un futuro possibile dunque, un futuro di speranza e di idee anche per questo paese che non ha chiuso i conti con la sua storia.