Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Nelle costruzioni si investe solo il 2% del pil

redazione

“L’economia italiana è stata colpita gravemente dalla crisi finanziaria globale e poi da quella europea cosiddetta dei debiti sovrani, perdendo cumulativamente dieci punti di PIL in sei anni: di questi, due sono da attribuire alle costruzioni”. Lo afferma il presidente dell’Ivass e direttore generale della Banca d’Italia Salvatore Rossi alla Conferenza d’apertura del Real Estate Innovation Lab presso l’Università Bocconi su “Mercato immobiliare, economia e politiche economiche”, tenutasi il 29 gennaio. “Il flusso annuo di investimenti in costruzioni – aggiunge – si era ridotto nel 2013 di oltre un terzo rispetto al 2007, soprattutto per l’inaridirsi degli investimenti pubblici, compressi dall’ansia di riequilibrare il bilancio dello Stato. Da allora il settore immobiliare si è ripreso nel nostro paese, più per manutenzioni straordinarie di immobili già costruiti che per nuove costruzioni, con il contributo di incentivi fiscali alle ristrutturazioni e per l’esigenza di migliorare l’efficienza energetica delle abitazioni. Si consideri che il nostro stock residenziale risale per oltre metà a prima degli anni Settanta del secolo scorso, tra i più elevati indici di vecchiaia d’Europa. Gli investimenti pubblici sono rimasti al palo: l’anno scorso sono scesi al 2 per cento del Pil, uno dei livelli più bassi fra i paesi avanzati”.