Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Nelle aziende italiane ci vogliono più quote rosa

redazione

Quando si parla di quote rosa al lavoro, sono in pochi gli italiani a non essere consapevoli dell’importanza di un giusto bilanciamento con la componente maschile. Circa tre su quattro infatti ritengono che uomini e donne abbiano competenze complementari, e che quindi una maggiore presenza femminile sia estremamente utile al successo dell’azienda. Per quanto riguarda le posizioni manageriali, ben otto italiani su dieci affermano senza esitazione che non avrebbero problemi a lavorare con capi donne, con circa la metà convinta che queste siano in grado di poter svolgere ruoli di leadership meglio degli uomini. In occasione della Festa della Donna, Jobrapido, primo motore di ricerca di lavoro al mondo, attivo in 58 Paesi e con 35 milioni di utenti unici mensili e oltre 70 milioni di utenti registrati, ha svolto un’indagine all’interno della propria community per capire come gli italiani percepiscano il rapporto tra donne e lavoro. La ricerca è stata condotta nel mese di febbraio e ha coinvolto circa 1.500 iscritti. La stragrande maggioranza degli italiani (85%) non avrebbe alcun problema ad avere come responsabile di lavoro una donna, con solo il 3% che afferma che questa situazione potrebbe essere potenziale fonte di disagio. Inoltre, sono molti gli italiani che affermano di aver già lavorato con un capo donna in passato (il 75%). Sul luogo di lavoro, le donne sono profondamente concrete e in grado di raggiungere più rapidamente gli obiettivi rispetto alla controparte maschile: è questo quello che pensa oltre un italiano su quattro (26%). Tra le altre qualità femminili emerse dallo studio, ci sono la capacità di gestire più efficacemente i progetti di squadra (22%) e il fatto di avere migliori doti motivazionali (10%). Sebbene la metà degli italiani sia convinta che in fondo non ci sarebbe molta differenza tra un leader uomo e un leader donna, ben il 45% ritiene che le donne possano ricoprire posizioni manageriali anche meglio degli uomini. Il 71% afferma che una maggiore presenza femminile porti benefici all’azienda grazie a una complementarietà di competenze con gli uomini. Il 25% degli intervistati pensa che ci sia ancora troppa discriminazione verso il mondo professionale femminile, e il 37% sostiene che l’ostacolo principale sia legato alla maternità e alla gestione della famiglia, percepiti ancora come incompatibili con posizioni manageriali. Tra le altre probabili cause, gli italiani includono anche motivazioni culturali, che vedono ancora la consuetudine in una classe dirigente esclusivamente maschile (14%), e un’incapacità femminile di gestire stress e pressione (8%). “Nonostante sia ancora bassa la percentuale femminile che occupa posizioni di leadership in Italia, la nostra ricerca dimostra quanto in realtà gli Italiani non avrebbero problemi ad avere colleghe e superiori donna”, ha commentato Rob Brouwer, CEO di Jobrapido in Italia. “In particolare, emerge come, nel percepito degli italiani, sia fondamentale una maggiore presenza femminile per il successo dell’azienda e quanto le loro competenze siano complementari a quelle maschili. Gli italiani confermano infine che spesso un leader donna sia più adeguata al ruolo rispetto a un leader uomo, soprattutto grazie alla capacità tipicamente femminile di essere più concreta e di raggiungere più rapidamente gli obiettivi”.