Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Nel mirino del Governo le cassette di sicurezza delle banche

redazione

Preziosi, soldi, documenti importanti, titoli. E, secondo quanto sostenuto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, anche denaro contante. A questo servono, o possono servire, le cassette di sicurezza individuali che le banche affittano ai clienti per un costo medio che si aggira attorno ai 100 – 150 euro all’anno per una di media dimensione. Il costo può essere più contenuto (50 euro) o salire molto in caso di dimensioni più elevate. Per aprire una cassetta di sicurezza (anche se va detto che ogni istituto di credito può adottare politiche differenti per la propria clientela) è sufficiente sottoscrivere un contratto con il proprio istituto di credito e depositare la firma. La cassetta di sicurezza è legata normalmente ad un conto corrente, quindi ad un rapporto già esistente con l’istituto di credito. Una volta sottoscritto il contratto, al cliente viene affidata una chiave unica, di cui la banca non ha una copia e che viene usata insieme ad una chiave universale in possesso della banca: un sistema di doppie chiavi, insomma, per garantire livelli di sicurezza ancora piu elevati. Le cassette si trovano normalmente nei caveau o in stanze o armadi blindati che ne garantiscono appunto la sicurezza. Oltre a sistemi di allarme di cui la banca è normalmente dotata (telecamere e collegamenti con centrali di controllo). Ma soltanto il cliente titolare del contratto (o un suo delegato, la cui firma deve comunque essere depositata) può aprire la propria cassetta nella massima riservatezza. La banca quindi non conosce il contenuto delle cassette né può aprirle se non dietro disposizione dell’Autorità giudiziaria o fiscale. E, in caso di eredità, alla presenza degli eredi e di un notaio. Le cassette di sicurezza in banca sono usate da sempre più italiani per depositare contanti, beni preziosi, titoli e qualunque altra cosa, normalmente di un certo valore, non si voglia conservare in casa. Per esempio da chi acquista monete da investimento, un settore in grande crescita e molto amato da collezionisti o semplici investitori. Naturalmente c’è anche chi le utilizza per sfuggire al fisco e ai controlli dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza. L’Agenzia delle Entrate può anche richiedere l’apertura della cassetta di sicurezza in banca, qualora ci sia un sospetto di evasione fiscale così come l’autorità giudiziaria può porre sotto sequestro eventuali cassette di sicurezza di cui abbia precedentemente accertato l’esistenza. Salvini ha sostenuto ieri che “In Italia ci sono decine, forse centinaia di miliardi fermi nelle cassette di sicurezza, noi possiamo rimetterli in circuito. Posso farmi pagare un’imposta, se sono soldi frutto di guadagni lecitamente ottenuti, e consentire di usarli nuovamente? Sono soldi nascosti, ma l’Italia è piena di soldi tenuti sotto il materasso…”. Di qui la proposta di favorirne la riemersione per assicurare la pace fiscale, corretta giusto poche ore dopo: “Prive di qualsiasi fondamento le ipotesi di una patrimoniale, di tasse sui risparmi, sui conti correnti degli Italiani o su cassette di sicurezza. Siamo al governo per togliere, non per aggiungere tasse. L’unico ragionamento in corso riguarda una ‘pace fiscale’ per chi volesse sanare situazioni di irregolarità relative, oltre che ad Equitalia, al denaro contante”, ha detto il ministro.