Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Negoziati in corso tra il Movimento Vetevendosje e la Lega democratica del Kosovo per il governo

di Lorenzo Peluso

L’Albania auspica che Israele riconosca quanto prima l’indipendenza del Kosovo: lo ha detto il presidente albanese, Ilir Meta in un’intervista. Intanto sono proseguiti nel corso del fine settimana i negoziati fra il Movimento Vetevendosje e la Lega democratica del Kosovo (Ldk) per la formazione del nuovo governo.  La stessa Osmani, in un’intervista all’agenzia di stampa “Kosovapress”, aveva annunciato il proseguimento dei negoziati nel fine settimana appena concluso. “Naturalmente spero che questa volta ci sia un riavvicinamento definitivo”, ha commentato Osmani in riferimento al recente stallo nei negoziati sulla formazione del nuovo governo. “Vogliamo assicurarci che l’accordo tra Ldk e Vetevendosie venga raggiunto nei prossimi giorni in modo di avere tempo sufficiente per incontrarsi e creare il coordinamento necessario con le minoranze nazionali”, ha osservato l’esponente dell’Ldk, notando che la minoranza serba ha bisogno di tempo per dirimere la questione legata alla sua inclusione nel nuovo governo di Pristina. Intanto ne giorni scorsi il Ministro degli Esteri ungherese, Peter Sijarto, ha annunciato in una recente riunione dei ministri degli Esteri della NATO a Bruxelles che il suo Paese aumenterà significativamente la presenza militare in Kosovo e Afghanistan. “La sicurezza della regione dei Balcani occidentali è cruciale per l’Ungheria e l’Europa”, ha detto Sjarto, specificando che altri 100 militari verranno assegnati alla KFOR e altri 70 all’operazione Resoute Support in Afghanistan. In questo modo Budapest consolida la sua posizione nella NATO e dimostra di attribuire alla sicurezza della Regione Balcanica una delle sue priorità di politica estera. La decisione di Budapest può anche essere interpretata come un messaggio di sostegno alla Serbia, che da tempo invita la NATO a non ridurre le forze della KFOR, poiché le considera una garanzia chiave per la sicurezza della popolazione serba in Kosovo. Valutazione confermata anche nel nuovo piano d’azione per il partenariato individuale del partenariato Serbia-NATO dal 2019 al 2021, in cui si afferma che “la NATO è un fattore indispensabile per la stabilità regionale, poiché la KFOR contribuisce a un ambiente sicuro in Kosovo e alla libertà di movimento per tutti”.