Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Myanmar – La strage dei Rohingya. 6.700 morti in un mese.

di Lorenzo Peluso.

Ci sono luoghi dimenticati dal resto del mondo dove ogni giorno si consumano atroci crimini. Ci sono vite che vengono spezzate senza un motivo concreto. Il concetto stesso di genocidio purtroppo non abbandona l’agire dell’essere umano. Poco importa se di tanto in tanto le questioni di popoli oppressi e martoriati affiorano alla cronaca mondiale. Di certo c’è che i massacri continuano ed a poco valgono le parole e gli appelli lanciati alla pace ed alla tolleranza. Inutili le parole di Papa Francesco, di recente in Asia, a portare il suo conforto al popolo dei Rohingya. I numeri, quelli ufficiali, raccontano altro. Almeno 6.700 infatti i Rohingya, minoranza musulmana del Myanmar, che sono stati uccisi nel primo mese di repressione da parte dell’esercito birmano nello stato di Rakhine. Una repressione violenta iniziata alla fine di agosto di quest’anno. Numeri impressionanti riportati ora da Medici senza frontiere. “Almeno 6.700 Rohingya, secondo la stima più prudente, sono stati uccisi, tra questi almeno 730 bambini sotto i cinque anni” così riferisce l’organizzazione umanitaria che basa i dati su indagini condotte in questo periodo di violenze nel Paese. Nel mentre il silenzio del mondo prosegue.