Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Musica – Il mito che non morirà mai. Nuova vita per i Pink Floyd.

di Carlo Maucioni.

Gilmour, Waters e Mason non vogliono proprio saperne di andare in pensione; ci sono state tante novità nell’anno in corso e nel 2018. Settantuno anni David Gilmour, ben settantaquattro Roger Waters e non sentirli. Sì, perché “the voice & guitar” e “the creative genius” – rispettivamente così definiti – dei Pink Floyd, sono ancora attivissimi nel tenere vivo il mito della storica band inglese. Non è da meno il terzo Pink Floyd superstite, Nick Mason, 73 anni, già batterista e oggi impegnatissimo archivista del gruppo, che ha personalmente curato l’operazione discografica “The Early Years 1965–1972” (novembre 2016) e la grande mostra “Their Mortal Remains”, dal 12 maggio al 15 ottobre scorso al V&A Museum di Londra. Il 7 e 8 luglio 2016, David Gilmour è stato il primo artista ad esibirsi davanti ad un pubblico nell’anfiteatro romano di Pompei, duemila anni dopo gli spettacoli dei gladiatori. Due concerti davvero storici e ricchi di suggestione pensando alla performance dei Pink Floyd di 45 anni prima (1971) nello stesso luogo per le riprese di quello che sarebbe diventato un autentico cult-movie: “Pink Floyd Live at Pompeii”. L’operazione “Gilmour at Pompeii” è stata un’intelligente promozione del sito archeologico, unico al mondo, fortemente voluta dal Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, e dal Soprintendente di Pompei, Massimo Osanna: tra compartecipazione agli incassi dei concerti e royalties sulle vendite del live album tratto dall’evento, pare che nelle casse del parco archeologico pompeiano siano finiti circa 460.000 euro. Puro ossigeno per i sempre asfittici bilanci dei beni culturali. A proposito di live album: un anno dopo gli storici concerti, è stato pubblicato, appunto, il documento audio e video di quelle esibizioni. Anticipato il 13 settembre (solo in Italia anche il 14 e 15) da una proiezione in poche sale cinematografiche selezionate in tutto il mondo, “David Gilmour Live at Pompeii” CD e DVD/Blu Ray è arrivato nei negozi il 29 settembre scorso. Il disco/film ci restituisce non solo il documento di un evento particolarissimo – la riapertura allo spettacolo di un luogo di spettacolo dopo 2000 anni – ma anche un David Gilmour ancora chitarrista sopraffino e impareggiabile interprete del repertorio Pink Floyd. La scaletta del concerto di Pompei, ma anche di tutto il “Rattle That Lock” tour 2015-2016 del musicista di Cambridge, mette in fila uno dopo l’altro tutti gli storici brani della band inglese con i suoi amatissimi assolo di chitarra, in un’autentica antologia delle sei corde acustiche ed elettriche di David Gilmour. I lancinanti 4’06’’minuti del solo di chitarra di “Comfortably Numb” chiudono il concerto e il disco di Pompei e proclamano la sempiterna gloria del David (Gilmour) Pompeianus! “Comfortably Numb” chiude anche lo show che Roger Waters sta portando in tournée in Nord America dal 26 maggio scorso, con ben 63 repliche fino al 29 ottobre. L’ “Us and Them” tour (questo il titolo dello spettacolo) riprenderà a gennaio 2018 con 9 date in Australia e Nuova Zelanda e approderà in Europa ad aprile, con 53 repliche (per ora) in 23 paesi fino al 31 agosto. Ma non tarderà l’annuncio di date autunnali in Centro e Sud America. Niente male anche come impegno fisico per il 74enne “genio creativo” Roger Waters! La cui creatività, a proposito, è tutt’altro che inaridita. Il 2 giugno scorso, 25 anni dopo il precedente, è uscito il suo nuovo album “Is This The Life We Really Want?” che già dal titolo (“è davvero questa la vita che vogliamo?”) dà l’idea dello spessore intellettuale dell’Autore, il quale non ha timore di discettare di massimi sistemi, come d’altronde già aveva fatto con opere come “The Dark Side of the Moon”, “Wish You Were Here”, “Animals”, “The Wall”, “The Final Cut”, “Amused to Death”. Lo spettacolo “Us and Them” (dal titolo di un brano di “The Dark Side of the Moon”), con il quale Waters ha battuto l’America palmo a palmo, quasi stato per stato, e che approderà anche in Italia con ben sei repliche dal 17 al 25 aprile 2018 (2 al Mediolanum Forum di Assago e 4 all’Unipol Arena di Bologna), è un’esplosione di creatività, di tecnologia e di profondo impegno politico. Roger Waters non fa mistero delle sue posizioni anti-Trump e filo-palestinesi, posizioni dettate dall’anelito alla difesa dei diritti umani, sempre e comunque, contro tutto e tutti. Ogni elemento dello show, ad altissimo tasso di spettacolarità, è asservito alla visione che l’Autore vuole comunicare; pertanto, anche i grandi classici pinkfloydiani in scaletta assumono significati originali ed ulteriori nella nuova rappresentazione che ne fa Roger Waters in “Us and Them”. Dunque, pur se per tre/quarti lo show di rock teatrale che Waters sta portando in giro e che verrà a rappresentare anche in Italia, è costituito dai vecchi successi dei Pink Floyd, il concept che esprime è del tutto nuovo, anche grazie all’attento uso dei più moderni ritrovati della tecnologia applicata alle arti sceniche. Altro che “resti mortali” dei Pink Floyd! “Their Mortal Remains” (“I loro resti mortali”, appunto, con ironia molto British) è il titolo della sontuosa esposizione loro dedicata a Londra per i 50 anni dall’esordio discografico della band e che ha appena chiuso i battenti al Victoria & Albert Museum. E che, pare, sarà itinerante e dovrebbe approdare in Italia, al Museo Macro di Roma (a giorni potrebbe esserci l’annuncio ufficiale). Attento curatore della mostra è stato Nick Mason, il terzo Pink Floyd superstite, il quale da anni si è ritagliato il ruolo di attivissimo custode ed archivista di tutto ciò che è stato ed è Pink Floyd. A partire, ovviamente, dal materiale registrato – audio e video: a novembre 2016 vide la luce il ricchissimo cofanettone “Pink Floyd The Early Years 1965–1972”, con ben 27 dischi (tra CD e DVD o Blu Ray) che documentano l’attività creativa della band dei primi anni, con tantissimi e succulenti inediti sia in studio sia dal vivo, sia audio sia video. E i cultori dell’arte pinkfloydiana già accarezzano l’idea che analoga operazione di recupero dagli archivi possa essere fatta per il periodo successivo, dal 1973 al 1994 (anno delle ultime sessions di registrazione in studio della band). Se così fosse, ce ne sarebbe ancora di lavoro per l’archivista Nick Mason! E magari sta già lavorando…

Dunque, i vecchi Pink Floyd sono ben lungi dall’andare in pensione: il 71enne David Gilmour è appena uscito con “Live at Pompeii” e nelle interviste promozionali ha dichiarato che tornerà subito in studio per lavorare a materiale nuovo; il 74enne Roger Waters è nel pieno di un mastodontico tour mondiale; il 73enne Nick Mason deve curare l’allestimento dei “Loro resti mortali” a Roma e il secondo supervolume dei recuperi d’archivio della band. Tanta linfa per un mito che attrae sempre nuove generazioni: i dati ufficiali dicono che i vecchi dischi dei Pink Floyd e i nuovi di Gilmour e Waters sono ai primi posti delle classifiche di vendita nel 2017.