Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Mototurismo: una grande occasione. Intervista a Ugo Passerini, vice direttore di "In Moto".

redazione

La chiusura della stagione estiva è il momento giusto per una riflessione sul turismo in moto, in vista di Motor Bike Travel, il salone del mototurismo che si svolgerà dal 20 al 22 gennaio alla Fiera di Verona.

Abbiamo chiesto un parere a Ugo Passerini, vice direttore della rivista “In Moto”, il mensile fondato nel 1987, per gli appassionati di motociclismo, che tratta in modo approfondito tutti gli aspetti delle moto. Ampio anche il settore del turismo (con servizi speciali sull’equipaggiamento), numerosi i servizi di tecnica e sport.che ha una forte conoscenza di questo segmento turistico a livello europeo. Come va il mototurismo?  E’ uno dei pochi settori che cresce in modo costante nel numero e nella qualità. Il passaggio della passione per la moto dalla cultura sportiva, sempre più ostacolata da limiti e normative, a quella turistico ambientale, impostata sulla scoperta del territorio, è molto netto. In quali periodi si concentra questo mercato? Tradizionalmente da aprile a ottobre: ma oggi, con le nuove soluzioni e i nuovi tessuti tecnici applicati nell’abbigliamento, il periodo si allarga costantemente. Chi è il moturista?  E’ una persona molto dinamica, che ama scoprire e conoscere in sella alla sua passione. Oggi si inizia mediamente dai 35 anni e, con il tempo, questa passione diventa sempre più forte. Quali sono i servizi indispensabili per chi viaggia in moto?  C’è una esigenza inderogabile: collocare la moto in un luogo sicuro. Un altro servizio molto apprezzato è il soccorso stradale: in moto si viaggia nelle ore e nei luoghi più disparati, e una certezza in questo senso fa la differenza. Fondamentale è la comodità, la buona qualità dell’ospitalità, e una buona distribuzione: più che ogni altro turista il motociclista acquista tutto ciò che gli serve durante la giornata di escursione sul posto. … specie per mangiare.. Questo è un turista che ama mangiare davvero bene, ma non solo. Tutti i rivenditori di specialità alimentari dovrebbero avere il cartello in vetrina: “Consegne in tutta Italia”. Perchè questo viaggiatore ha una predilezione per la qualità della tavola, e per portarsi a casa il meglio non bada a spese. Ma questo turista l’Ialia come lo accoglie?  Le infrastrutture e i servizi possono essere potenziati, e molto. Un esempio, non c’è quasi mai dove custodire il casco. Poi parcheggi dedicati, possibilità di accedere nei centri storici (le moto non fanno traffico ma il motociclista con i suoi stivali non cammina volentieri) ed una ormai riconosciuta attitudine ad inquinare meno con i relativi vantaggi di cui dovremmo poter usufruire nella circolazione. Secondo lei la “guerra” moto ecologica è finita?  Sì, perchè le moto, e i motociclisti, hanno fatto un grande percorso verso l’ambiente, e il successo del mototurismo è proprio in questo senso: in moto si scopre il territorio, i rumori sono sempre più ridotti, i consumi sono inferiori alle auto, l’impatto ambientale, nella corsia e nella sosta, è meno invasivo. Oggi il motociclista è in prima linea per l’ambiente. Tre posti da vedere assolutamemente in moto…
Una risposta difficile perchè l’Italia, per il mototurista, è il Paese più bello del mondo. Personalmente trovo le Dolomiti, San Galgano nel senese e la Costiera amalfitana tre luoghi di straordinaria emozione. …e tre aree dove il mototurismo ha un grande potenziale: Direi la Sicilia, la Sardegna e l’Abruzzo: sono già una meraviglia, ma potenziando l’accoglienza diventeranno il paradiso dei mototuristi a livello europeo.