Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Monito di Papa Francesco: “i potenti ascoltino il grido della terra e dei poveri”

redazione

Roma – “Chiediamo a quanti occupano ruoli influenti di ascoltare il grido della terra e il grido dei poveri, che più soffrono per gli squilibri ecologici”. E’ l’appello che papa Francesco ha lanciato da piazza San Pietro il 30 agosto al termine dell’Udienza generale, in occasione della Giornata di preghiera per la cura del creato, in programma il 1° settembre. Per la Giornata, spiega il Pontefice, “abbiamo preparato un messaggio insieme al caro fratello Bartolomeo, Patriarca Ecumenico di Costantinopoli” nel quale “invitiamo tutti ad assumere un atteggiamento rispettoso e responsabile verso il creato”. Commentando i brani evangelici sulla chiamata dei primi discepoli di Gesù, Bergoglio ha poi sottolineato che “i giovani che non cercano nulla non sono giovani, sono in pensione, sono invecchiati prima del tempo. E’ triste vedere giovani in pensione . . . E Gesù, attraverso tutto il Vangelo, in tutti gli incontri che gli capitano lungo la strada, appare come un ‘incendiario’ dei cuori. Da qui quella sua domanda che cerca di far emergere il desiderio di vita e di felicità che ogni giovane si porta dentro: Che cosa cerchi? Anche io vorrei oggi domandare ai giovani che sono qui in piazza e a quelli che ascoltano per i media: Tu, che sei giovane, che cosa cerchi? Che cosa cerchi nel tuo cuore?”. “Come si diventa predicatori di Gesù? Custodendo negli occhi il luccichio della vera felicità – ha spiegato il Pontefice ai fedeli riuniti in piazza San Pietro -. Vediamo tanti cristiani, anche tra noi, che con gli occhi ti trasmettono la gioia della fede: con gli occhi. Il cristiano – come la Vergine Maria – custodisce la fiamma del suo innamoramento: innamorati di Gesù. Certo, ci sono prove nella vita, ci sono momenti in cui bisogna andare avanti nonostante il freddo e i venti contrari, nonostante tante amarezze. Però i cristiani conoscono la strada che conduce a quel sacro fuoco che li ha accesi una volta per sempre”. L’appello del Papa è anche di “non dar retta alle persone deluse e infelici; non ascoltiamo chi raccomanda cinicamente di non coltivare speranze nella vita; non fidiamoci di chi spegne sul nascere ogni entusiasmo dicendo che nessuna impresa vale il sacrificio di tutta una vita; non ascoltiamo i ‘vecchi’ di cuore che soffocano l’euforia giovanile”. Piuttosto, “andiamo dai vecchi che hanno gli occhi brillanti di speranza! Coltiviamo invece sane utopie: Dio ci vuole capaci di sognare come Lui e con Lui, mentre camminiamo ben attenti alla realtà. Sognare un mondo diverso. E se un sogno si spegne, tornare a sognarlo di nuovo, attingendo con speranza alla memoria delle origini, a quelle braci che, forse dopo una vita non tanto buona, sono nascoste sotto le ceneri del primo incontro con Gesù. Ecco dunque – ha concluso Bergoglio – una dinamica fondamentale della vita cristiana: ricordarsi di Gesù”.