Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Moda – Ecco dove vanno a finire i prodotti delle griffe italiane

di Antonella D'Alto.

Dove vanno a finire i prodotti delle griffe italiane della moda: la Francia è il principale partner per articoli di abbigliamento, maglieria, tappeti, calzature e pellicce, Hong Kong eccelle per abbigliamento sportivo, la Germania è prima per tessuti e per camicie, T-shirt e intimo, la Svizzera per borse e pelletteria, gli Stati Uniti per biancheria per la casa, la Romania per filati, passamanerie e bottoni. In crescita: Cina (+15,5%), Corea del Sud (+10,8%) e Tunisia (+5,9%) ma vanno forte anche i filati in Cina, i tessuti in Marocco, la biancheria per la casa in Israele, i bottoni in Sri Lanka, la maglieria in Cina, l’abbigliamento sportivo a Macao, le borse in Serbia e le scarpe in Cina e Canada. Sono i dati elaborati dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e dell’Agenzia italiana per l’internazionalizzazione Promos Italia Scrl relativi ai 39 miliardi di export italiano nei primi nove mesi del 2018 tra abbigliamento, accessori e calzature, +2,3% rispetto all’anno precedente. In particolare, sono aumentate le esportazioni di borse, di maglieria e di tappeti e moquette. “La moda si conferma un settore trainante per l’export italiano – commenta Giovanni Da Pozzo, presidente di Promos Italia – Francia, Germania, Svizzera e Stati Uniti restano i mercati di riferimento per il fashion Made in Italy, ma stanno crescendo in maniera esponenziale Cina e Corea del Sud, in particolare per borse, calzature e articoli di abbigliamento. In questi paesi – conclude Da Pozzo – è necessario intraprendere azioni di sistema per consolidare questo trend favorevole e affermare ulteriormente il posizionamento dei nostri brand”.