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Migranti – Caso Sea Watch. Ecco la decisione della Corte europea

redazione

La Corte europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo ha deciso di non applicare le “misure provvisorie” richieste dalla Sea Watch 3, e di non chiedere dunque alle autorità italiane di far sbarcare i migranti soccorsi in mare e da giorni a bordo della nave, alla quale è stato impedito di entrare nel porto di Lampedusa. Lo ha riferito l’ufficio stampa della Corte. La Corte ha indicato al governo che conta sulle autorità italiane perché continuino a fornire tutta l’assistenza necessaria alle persone a bordo della Sea Watch 3 che sono in una situazione vulnerabile a causa della loro età o delle condizioni di salute. La Corte di Strasburgo può chiedere a qualsiasi Stato firmatario della Convenzione europea dei diritti dell’uomo di attuare delle “misure di emergenza” che, tuttavia, possono riguardare solo casi di “rischio imminente di danni irreparabili”. In questo caso le misure urgenti (lo sbarco immediato) erano state chieste il 21 giugno dal capitano della nave, Sig.ra Rackete, e da una quarantina di cittadini di vari paesi africani a bordo, che erano stati soccorsi in mare il 12 giugno. La Corte, tuttavia, dopo aver valutato le informazioni ricevute dallo Stato italiano e dai ricorrenti sullo stato di salute fisica e psicologica delle persone a bordo, ha valutato che non sussistono le condizioni per le misure d’urgenza.