Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Metrò del Mare: le scuse di Caldoro, rispedite al mittente

Paradossale è la vicenda relativa all’annunciata soppressione da parte della Regione del Metrò del Mare, il servizio marittimo che dal 2000 ha collegato i maggiori porti delle coste campane.
Il presidente Caldoro ha divulgato la notizia del taglio dei fondi regionali adducendo come scusa: “ in nessuna parte del mondo un servizio destinato in larga misura ai turisti è coperto con fondi pubblici all’80%”. A tale dichiarazione, già di per sé contestabile, si aggiunga, pure, l’affermazione dell’assessore regionale ai trasporti Vetrella, che, giocando a scaricabarile, ha sollecitato l’omologo al turismo De Mita a trovare una soluzione al problema. Al Presidente Caldoro vorrei far notare che il suo ruolo istituzionale comporta la tutela degli interessi della Campania in tutte le sedi istituzionali e conseguentemente anche nell’interlocuzione con il Governo. In tal senso, allorquando sono stati tagliati da Roma i fondi per il trasporto pubblico campano, perché non ha fatto notare che dal fondo FAS (Fondo Aree Sottosviluppate) sono stati distratti 12 milioni di euro per il trasporto pubblico nei laghi Maggiore, di Garda e di Como? Il suo recente passato di parlamentare dovrebbe consentire al nostro governatore di sapere che l’80% di quel fondo deve essere destinato al Sud, per incrementare le sue linee di sviluppo economico che passano, anche, attraverso il finanziamento di un servizio di trasporto qual è il Metrò del Mare. Difatti esso per la costiera cilentana ha sopperito alla cancellazione di numerosi treni ed alle difficoltà contingenti causate da strade locali inidonee a sopportare d’estate il maggior traffico veicolare, assicurando spostamenti celeri e consentendo ai turisti di conoscere ed apprezzare nel suo complesso la splendida costa del Cilento. Un presidente di regione, che si comporti da buon amministratore, prima di fare dichiarazioni pubbliche azzardate dovrebbe rispondere a questa domanda: La costa cilentana sarà, o no, fortemente penalizzata dal taglio di tale servizio? Solo ad ascoltare il coro unanime dei sindaci del territorio interessato, dei rappresentanti delle categorie professionali, dei sindacati, dei media locali nonché dei semplici cittadini Caldoro avrebbe dovuto pensarci due volte prima di annunciare la soppressione del Metrò del Mare. All’assessore Vetrella, che ha lamentato la necessità di razionalizzare i fondi governativi, da dirottare sul servizio dei trasporti su gomma, vorrei rimarcare l’opportunità di uno studio più puntuale dei flussi di traffico delle zone costiere del territorio provinciale salernitano, per riuscire a comprendere che il servizio marittimo nel pieno della stagione turistica sopperisce alle odierne carenze infrastrutturali, assicurando mobilità ed aumento della domanda di servizi. Il Cilento e la sua economia richiedono a viva voce il Metrò del Mare ed appare quantomeno pretestuoso lo scaricabarile del suddetto assessore  con il collega De Mita, a meno che non  si legga come l’ennesimo episodio della guerra fredda tra il Pdl e l’Udc, partito che per le prossime elezioni amministrative corre da solo sia al comune di Napoli che a quello di Salerno. La difesa delle legittime istanze di un territorio, che vive di turismo e chiede di essere messo nelle condizioni di operare in tal senso, sono, a dir poco, mortificate da una classe politica che vive di improvvisazioni e di esternazioni fini a se stesse. Immagino i battelli che solcano le acque limpide e ridenti dei laghi settentrionali grazie,anche, ai soldi scippati al Sud e vedo il nostro mare, via di comunicazione necessaria per i turisti che vogliono raggiungere le località turistiche cilentane, sporcato e reso agitato dall’inettitudine di rappresentanti istituzionali che poco hanno a cuore la difesa di un territorio e della sua traballante economia. Bandiera blu per lo splendido mare del Cilento e bandiera nera, anzi nerissima per il mare sporco della politica regionale.