Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Mercati – Milano apre in calo (-0,21%)

redazione

Apertura in calo per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib ha avviato le contrattazioni in ribasso dello 0,21% a 20.569 punti. L’euro è poco mosso in avvio degli scambi in Europa: la moneta unica europea passa di mano a 1,1514 dollari sugli stessi livelli di ieri dopo la chiusura di Wall street. Contro lo yen l’euro è a 131,14. Tornano a scendere le quotazioni dell’oro sui mercati asiatici ma si mantengono sul crinale dei 1.200 dollari l’oncia. Il lingotto con consegna immediata cede oggi lo 0,1% e sale a 1.198 dollari l’oncia avviandosi però a chiudere la settimana di contrattazioni con un rialzo dello 0,7% rispetto alla precedente. Tornano a salire le quotazioni del petrolio dopo la brusca frenata di ieri: i contratti sul greggio Wti guadagnano 60 centesimi a 74,90 dollari al barile. Il Brent sale di 38 centesimi a 84,96 dollari al barile. Seduta debole per le Borse asiatiche che risentono dello scivolone di Wall Street e della recrudescenza delle tensioni tra Cina e Usa, con le accuse del vicepresidente Mike Pence a Pechino di ingerenze contro l’amministrazione Trump e la notizia dell’inserimento di microchip-spia nei server di grandi aziende americane. Tokyo ha perso lo 0,8%, Seul cede lo 0,2% mentre si mantengono sulla parità Sydney (+0,15%) e Hong Kong (+0,03%). Chiuse invece per festività le Borse cinesi. Gli effetti della guerra informatica Usa-Cina, dopo aver affossato il Nasdaq (-1,8%), oggi si sono abbattuti in Asia, spingendo l’indice Msci Infotech ai minimi da luglio 2017. I timori di ripercussioni per le aziende dell’area hanno fatto schiantare Lenovo, crollata del 14%, assieme alla cinese Zte (-11%) e alla gran parte dei produttori di microchip. Ad innervosire i listini anche il rialzo dei rendimenti del Treasury americani, ai massimi dal 2011. Oggi sono attesi i dati sull’occupazione Usa.