Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Mercati – Lo Spread Btp/Bund apre stabile a 137 punti.

redazione

Apertura stabile per lo spread fra Btp e Bund tedesco che ieri aveva visto un balzo dopo che il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker ha evocato per l’Italia lo “scenario peggiore di un governo non operativo”.
Nei primi scambi il differenziale segna quota 137 punti, sullo stesso livello della chiusura di ieri. Il rendimento del decennale italiano è pari al 2,07%. Prosegue il calo dell’euro nei confronti del dollaro che si rafforza anche verso le altre principali valute. La moneta unica europea segna, in avvio, un ribasso dello 0,31% a 1,229. In Asia lo yen cala leggermente a 106,9 contro il biglietto verde. Prosegue il calo dell’oro sui mercati. Il metallo con consegna immediata segna un ribasso dello 0,4% a 1326 dollari l’oncia portando il passivo della settimana a -1,5%. Prezzo del petrolio in calo sui mercati sebbene il bilancio della settimana si avvii a chiudere in positivo con un +1,7% grazie ai dati sulle scorte Usa, risultati in calo, diffusi nei giorni scorsi. Il Wti del Texas segna un ribasso di 3 centesimi a 62,74 dollari al barile. Lieve ribasso anche per il Brent (-8 centesimi a 66,31 dollari). Buona seduta per le Borse asiatiche, tutte in positivo in scia alla chiusura di Wall Street, mentre i dati sull’inflazione giapponese a gennaio, salita dello 0,9% senza accelerazioni significative, non lasciano intravedere una rapida normalizzazione della politica monetaria della Bank of Japan. Tokyo ha chiuso in rialzo dello 0,72%, Seul dell’1,54%, Sydney dello 0,82% mentre Hong Kong avanza dell’1,15%. Meno vivaci i listini di Shanghai (+0,51%) e Shenzhen (+0,1%) con il governo di Pechino che ha commissariato il colosso assicurativo Anbang per il timore che abbia commesso operazioni illegali. Scarne le indicazioni macroeconomiche attese oggi, limitate ai dati finali sull’inflazione a gennaio nell’Eurozona.
I timori su una stretta dei tassi della Fed, sostenuti dal buon andamento dell’economia Usa ha continuato a condizionare i rendimenti dei Treasury, che restano prossimi ai massimi dal 2014. Poco mosso il petrolio dopo la corsa di giovedì, alimentata dal calo inatteso delle scorte americane.