Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Mercati – Lo Spread apre rialzo a 204 punti.

redazione

Apertura di giornata in netto rialzo per lo spread tra Btp e Bund che segna 204 punti (200 ieri in chiusura di giornata con un tasso ai minimi dal 2016).Il rendimento del titolo decennale italiano è all’1,49%. Piazza Affari si conferma positiva nella prima mezz’ora di scambi (Ftse Mib +0,7%), con lo spread in lieve calo a 203,5 punti. Corrono il produttore di cemento Buzzi (+2,38%), spinto dal via libera alla Tav in Parlamento, e Saipem (+2,02%), per effetto del rialzo del greggio (Wti +3%), che favorisce anche Eni (+0,9%) e Saras (+2,86%). Acquisti su Prysmian (+1,55%) ed Stm (+1,66%), legata, al pari degli altri tecnologici europei, agli umori del mercato sugli sviluppi della guerra dei dazi tra Usa e Cina. Pochi i segni meno, limitati a Bper (-0,2%), che ha diffuso i dati trimestrali ieri a borsa chiusa, mentre Unicredit (-0,15%) lo ha fatto a borsa aperta cedendo a fine seduta oltre il 4,9%. Positivi gli altri bancari, da Intesa (+1%) a Banco Bpm (+1,1%) e Mps (+1,89%). Ancora rialzi per Fca (+0,74%), Ferrari (+0,4%) e soprattutto Pininfarina (+1,8%). Effetto conti trimestrali su Tod’s (-4,58%), che li ha diffusi ieri a borsa chiusa. Avvio di giornata stabile per l’euro sui mercati internazionali con la moneta unica europea che passa di mano nei confronti del dollaro a 1,1203 senza sensibili variazioni. Lo yen si rafforza nei confronti dell’euro è a quota 118,93. In lieve calo la sterlina sul dollaro a 121,57. Non si arresta l’ascesa delle quotazioni dell’oro che beneficiano della guerra commerciale tra Usa e Cina e delle incertezze sulla crescita mondiale. Dopo aver sfondato ieri il tesso dei 1.500 dollari l’oncia, al massimo dal 2013 il più tradizionale dei bene rifugio si rafforza ancora e passa di mano sui mercati asiatici a 1.503 dollari l’oncia. Risalgono le quotazioni del petrolio, dopo aver toccato ieri i minimi da gennaio sull’onda dei timori per la crescita e la guerra commerciale tra Usa e Cina. I contratti sul greggio Wti con scadenza a settembre guadagnano 1,58 dollari al barile a 52,67 dollari; il Brent recupera 1,64 dollari a 57,87 dollari.