Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Mercati – Lo Spread apre in rialzo a 292 punti.

redazione

Avvio di settimana in lieve rialzo per lo spread tra Btp e Bund che segna 292 punti contro i 288 della chiusura di venerdì. Il rendimento del titolo decennale italiano sale al 3,16% Euro in rialzo in avvio di giornata sui mercati: la moneta unica europea passa di mano a 1,1433 dollari contro il livello di 1,1406 venerdì a new York. Lo yen passa di mano a 128,78. Apertura in ribasso per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib ha avviato le contrattazioni in ribasso dello 0,84% a 18.584 punti. Le tensioni tra Usa e Cina con l’arresto della della direttrice finanziaria di Huawei, Meng Wanzho, spingono il prezzo dell’oro che si stabilizza sui massimi da luglio a 1.251 dollari l’oncia . Avvio di settimana in netto rialzo per il petrolio del mare del Nord che continua a salire dopo gli aumenti di venerdì e passa di mano a 62,33 dollari al barile (+66 centesimi). Ad incidere l’accordo Opec sui tagli alla produzione raggiunto venerdì. Stabile il Wti che ferma i rialzi a 52,54 dollari al barile. Le tensioni tra Usa e Cina sul caso Huawei e i timori di ripercussioni sulla guerra commerciale tengono ancora banco sui mercati asiatici, tutti in profondo rosso dopo che Pechino ha convocato l’ambasciatore americano per criticare l’arresto del direttore finanziario del colosso della telefonia, Meng Wanzhou. Tokyo ha perso il 2,1%, Sydney il 2,3%, Seul l’1,1%, Shenzhen l’1,3% e Shanghai lo 0,8% mentre Hong Kong cede, in finale di seduta, l’1,2%. Il clima di sfiducia rischia di propagarsi anche in Europa e a Wall Street, dove i future viaggiano ampiamente in territorio negativo, alla vigilia dell’incerto voto del Parlamento britannico sull’accordo per la Brexit proposto da Theresa May. Tutti elementi di tensione e incertezza in una settimana che, nella riunione di giovedì, dovrebbe vedere la Bce confermare la fine del quantitative easing a fine anno. Il petrolio è stabile, con il Wti a 52,48 dollari, dopo il rally scatenato venerdì dall’accordo sui tagli alla produzione dell’Opec+