Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Mercati – Da maggio Milano ha perso 147 miliardi di euro.

redazione

In attesa di vedere gli effetti positivi della manovra del governo sulla crescita, le tensioni dei mercati finanziari sull’Italia presentano un conto salato per il risparmio degli italiani. Da maggio a oggi la Borsa di Milano ha visto andare in fumo circa 147 miliardi di euro di capitalizzazione, con il Ftse Mib che è sceso sotto i 20mila punti da un massimo di 24.544 toccato il 7 maggio. Ma la pressione si propaga anche agli strumenti di investimento dei risparmiatori. Nello stesso periodo, infatti, il rendimento dei fondi azionari Italia è negativo a doppia cifra e anche per il profilo più prudente il bilancio è in rosso. Ma il conto non si ferma qui. Anche i conti pubblici pagano le fibrillazioni dello spread. La spesa per interessi sul debito pubblico è lievitata di circa 1,1 miliardi di euro tra aprile e gli ultimi collocamenti di Bot e Btp dei giorni scorsi.

Il mercato azionario italiano è quello che ha riportato la performance peggiore. Da maggio a oggi chi ha investito in fondi azionari Italia ha visto registrare in media una perdita di oltre il 13%. La tempesta che ha colpito Piazza Affari nei giorni precedenti la formazione del governo gialloverde, innescata a metà maggio dalla pubblicazione della prima bozza del contratto di Governo in cui si chiedeva alla Bce di cancellare 250 miliardi di debito pubblico, non ha colpito solo i singoli titoli azionari, banche in primis, ma, ovviamente, anche i fondi azionari su cui il peso del rischio Italia era prevalente. Secondo i dati di Morningstar Direct, il rendimento medio dei fondi azionari Italia è stato pari al -13,19% nel periodo 1 maggio-9 ottobre. Il fattore Italia ha impattato decisamente se si considera che l’indice del mercato azionario europeo nello stesso periodo ha subito un calo solo dell’1,95% (benchmark Morningstar Europe).

Il rischio Paese ha pesato anche sulle performance dei fondi obbligazionari governativi (in euro) più esposti verso l’Italia: il rendimento medio da maggio a oggi è stato pari al -4,03%. Dato che si raffronta con un -2,5% registrato dall’indice del reddito fisso in euro (Ftse Emu Government Bond Index). Il 2018 si sta prospettando un anno in chiaroscuro per l’industria del risparmio gestito in Italia. Dopo aver sfiorato i 100 miliardi di euro di raccolta nel corso del 2017, il dato nei primi otto mesi dell’anno è fermo a 11,9 miliardi, con ben 4 mesi su 8 che hanno registrato un segno meno: febbraio -883 milioni, maggio -6,9 miliardi, giugno -579 milioni, luglio -483 milioni. Ad agosto è ritornato il segno più, con una raccolta netta pari a 2,5 miliardi, ma è proseguito il trend di contrazione del patrimonio gestito, sceso a 2.049 miliardi dai massimi storici di 2.097 miliardi registrati a gennaio. L’effetto spread si è riflesso pesantemente sui costi di collocamento del debito pubblico. Da aprile ad oggi il brusco rialzo dei rendimenti ha comportato una spesa per interessi superiore di oltre un miliardo a quanto aveva previsto il Mef nel Def a primavera. Se i rendimenti fossero rimasti stabilmente sui livelli di aprile lo Stato avrebbe risparmiato oltre 300 milioni di euro. A titolo di esempio il collocamento del Btp triennale ieri ha visto un tasso medio del 2,51% per un onere su base annua di 88 milioni. Ad aprile lo stesso titolo mostrava un onere di appena 1,5 milioni.