Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Manovra – Cambia tutto, o quasi. Un passo nella giusta direzione

di Lorenzo Peluso

Sulla manovra dell’Italia e sulla procedura per infrazione della regola del debito “decideremo i prossimi passi sulla base dei risultati del dialogo che sta proseguendo”. Lo ha affermato il commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici, che nella conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo ha parlato di un “passo nella giusta direzione” da parte del governo, con gli annunci dei giorni scorsi di voler ridurre il deficit rispetto ai livelli inizialmente indicati nella manovra. “Aspettiamo i dettaglia per poter valutare. E’ evidente che serviranno impegni molto concreti e credibili – ha detto Moscovici -. E lavoreremo nel quadro delle regole. Questa commissione è sempre stata favorevole alla flessibilità, ma nel rispetto delle regole”.

Un negoziato concreto con la Commissione europea sulla manovra potrà partire soltanto dopo la puntuale valutazione delle risorse necessarie per quota 100 e reddito di cittadinanza. E’ quanto ha indicato il ministro dell’Economia Giovanni Tria nell’informativa in commissione bilancio alla Camera tra le polemiche delle opposizioni che chiedevano una vera e propria audizione del responsabile dell’Economia tanto che lo stesso Tria ha sottolineato che non ho aderito ad un’audizione”, “non voglio offendere nessuno. Se potete pensare che un’informativa sia inutile, visto che tema è da informativa, me lo dite e io, non vi offendete, e me ne vado”. Dopo le proteste dei deputati e la mediazione del presidente della commissione Claudio Borghi, il ministro Tria ha accettato di rispondere alle domande, una per ogni gruppo. Nel merito, Tria ha ha ribadito che qualsiasi accordo con Bruxelles è subordinato al fatto che le due principali misure della manovra, reddito di cittadinanza e superamento della Fornero, “non si toccano”. Sono in corso valutazioni e simulazioni per quantificare le risorse necessarie per le due misure. Eventuali spazi finanziari e politici quindi solo dopo una puntuale misurazione delle risorse che saranno necessarie. “Se serviranno meno risorse rispetto a quanto stanziato – ga detto il ministro – allora la seconda decisione sarà se utilizzare o meno queste risorse a riduzione del deficit programmato”.

Il ministro dell’Economia ha anche annunciato che sono allo studio anche ulteriori misure. Forse potrebbe essere ulteriormente alzato l’obiettivo di incassi dalle dismissioni. Lo stesso Tria ha ricordato che nella risposta alla Commissione europea la previsione degli incassi da privatizzazioni era stata aumentata (all’1% del Pil per il 2019). Forse “in quell’ambito è possibile fare qualcosa e stiamo valutando qualche misura aggiuntiva”, ha detto. Rispondendo ai deputati, Tria ha ribadito che “ad oggi la manovra non è cambiata. E’ ovvio che se ci sarà una diminuzione nell’obiettivo del deficit la manovra sarà meno espansiva e di conseguenza ci sarà una revisione del quadro programmatico”. Quello che sta cambiando fortemente è il contesto macroeconomico, la Germania sta rallentando. E “c’è un convitato di pietra, lo spread – ha detto ancora Tria – e lo spread elevato ha effetti negativi sull’economia. Credo che se si trova una soluzione con l’Europa sia di rassicurazione per la riduzione dello spread”.