Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

L’uomo ombra del Medio Oriente.

di Lorenzo Peluso.

Ogni volta che scoppia una crisi in un Paese del Medio Oriente dove vive una corposa comunità sciita, stranamente compare la figura di Qasem Soleimani, un potente generale iraniano. Secondo gli analisti militari in Medio Oriente, ma anche per gli americani, è lui che muove le fila in almeno tre teatri di guerra, dall’Afghanistan al Libano, passando per lo Yemen. Sarebbe lui l’uomo che detta l’agenda politica e militare iraniana. In Iran certo è figura leggendaria. Da più parti è considerato il maestro dell’agire nell’ombra, senza lasciare traccia. Secondo alcune indiscrezioni, riportate da Associated Press, il generale Soleimani è arrivato stranamente a Baghdad il giorno successivo allo scoppio della seconda ondata di proteste popolari, con l’obiettivo di rafforzare lo schieramento sciita. Fonti riservate hanno riferito che si sia spostato in elicottero nella “Green Zone”  ed ha anche presieduto  una riunione di sicurezza governativa, su mandato del premier iracheno Adel Abdul-Mahdi. la sostanza è però che il giorno dopo il suo arrivo a Baghdad, le forze di sicurezza irachene hanno represso le manifestazioni in modo più duro. Che ci sia un interesse reale iraniano alla questione irachena è palese. Evitare che le proteste scoppiate a Baghdad sfuggissero al controllo del Governo iracheno significa controllare sul nascere quella spinta rivoluzionaria che se si infiamma può velocemente interessare tutta l’area. L’interesse di Teheran in ogni luogo dove vi è una  corposa comunità sciita, non merita certo spiegazioni. L’importanza del generale risulta chiara anche per le amicizie particolari che nutre soprattutto in Russia. Incontra spesso il presidente russo Vladimir Putin così come  il ministro degli Esteri di Mosca. Questo non è certo un elemento secondario nella complessa questione mediorientale. Quel che preoccupa nelle ultime settimane è l’escalation di proteste che sta interessando il Libano. Anche in questo caso il generale Soleimani  è figura molto vicina, si fa per dire, al movimento sciita libanese, gli Hezbollah, storico nemico di Israele. Il timore è che il movimento islamico Hamas possa aprire un nuovo fronte di scontro con Israele nella Striscia di Gaza. E’ lui insomma l’uomo che parla alle milizie sciite sostenute da Teheran. Grande carisma e temuto per la sua autorevolezza dagli stessi sciiti, il generale Soleimani  è nato in un villaggio vicino a Qom, la città più religiosa dell’Iran, nel 1957 da una famiglia di contadini. Da 20 anni è il comandante delle brigate Quds, la mano armata dei Guardiani della Rivoluzione (i Pasdaran). E’ di fatto a capo di tutte le attività militari, ufficiali e segrete dello stato iraniano, soprattutto quelle fuori dai confini nazionali. Insomma, è lui l’uomo da temere se si pensa al pericolo che Teheran può rappresentare per il Medio Oriente.