Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

L’uomo è condannato, suo malgrado a viverlo.

di Lorenzo Peluso.

riflessioni

Dovrebbe essere per tutti un sentimento universale, il sentimento per eccellenza che racchiude in se una varietà di “sfumature” passando dall’affetto alla dedizione, dal vibrare alla passione. Dalla culla della civiltà, dalla profondità del mediterraneo culturale, gli antichi Greci avevano osato racchiudere il sentimento dell’amore in quattro diverse ‘sfumature’. E’ amore, l’amicizia, l’amore familiare, il desiderio romantico ed erotico, lo era per i greci anche l’amore spirituale. Insomma, vien da dire che i saggi Greci avevano ben analizzato il sentimento che per sua straordinaria capacità di influenzare l’essere umano, è certamente il motore stesso della vita dell’uomo. In realtà, considerando la diversità e la molteplicità di culture, di popoli, di razze e religioni, che dall’alba dei tempi, affollano questo mondo, quello conosciuto, al pensatore attento certo non sfugge che alla conclamata diversità di pensiero, di abitudini, di credo e di ideologie, finanche di fede, rimane un unico vero sentimento che accomuna il mondo: l’amore appunto. Finanche la psicologia, dunque l’indagine medico-scientifica, ha dovuto, per forza di cose, analizzare nel dettaglio questo straordinario sentimento. In sintesi, gli esperti psicologi, osano racchiudere l’amore in un concetto che presuppone certo un sentimento che in primo luogo vive di uno scambio emotivo tra due persone. Un’affinità che, per gli esperti, deriva da due differenti necessità: quella (fisiologica) di gratificazione erotica e quella (psicologica) di natura affettiva. Per le religioni, di qualsivoglia ispirazione ecumenica, l’amore è per sua natura disinteressato, smisurato, fraterno, insomma l’amore di Dio nei confronti dell’umanità, dunque l’amore degli uomini verso i propri simili, in ogni sua forma e percezione. Quello che però affascina davvero è certo l’amore visto dai filosofi. Il pensatore, soprattutto se innamorato, vola nei meandri delle diverse emozioni cerando suggestioni che fanno interpretare questo straordinario sentimento, combustibile della vita stessa di ogni essere vivente, con vibranti escursioni che vanno dall’amore spirituale al desiderio carnale. Insomma, l’amore, l’unica follia accertata che l’uomo vive inconsapevolmente, tra la passione, l’istinto, il desiderio fisico. L’amore è certo il sentimento più profondo che l’uomo vive, di certo il più elevato, ma anche il sentimento più sconosciuto. Un sentimento primordiale che non possiede in se nessuna razionalità. Insomma, come dire: l’uomo è condannato, suo malgrado a viverlo ed a non comprenderlo. Spesso motivo di grandi sofferenze, inspiegabili, per amore sono state combattute guerre; sono state scritte pagine memorabili di letteratura. Per amore si sono consumati suicidi e vendette. Omicidi, follie. Insomma, amore che diviene persino morte e sofferenza. E’ un viaggio quello dell’uomo alla scoperta di se stesso e della relazione costante che vive con gli altri esseri umani. Mi viene in soccorso un antico proverbio afghano: “Se vuoi trovare il luogo che non conosci, dovrai spingerti sulla strada che non conosci”. Ecco, forse è questa la risposta. Tuttavia, un altro proverbio antico, della tradizione turca, recita: “Per amore della rosa si sopportano le spine”.