Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

L’Unicef lancia l’allarme: “In Italia cresce l’obesità infantile”

redazione

Nel 2000 i bambini del mondo (sotto i 5 anni) con qualche tacca in più sulla bilancia erano poco più di 30 milioni; 17 anni dopo superano i 38 milioni: il 5,6% della popolazione infantile mondiale, un bambino su tre per quanto riguarda l’Europa. E in Italia? Il rapporto ci dice che dal 1975 al 2016 il numero di bambini e adolescenti obesi è triplicato. Questa percentuale non è dovuta soltanto alla cattiva alimentazione, motivo per cui, tra l’altro, e non è complesso intuirne le motivazioni, cresce in quasi tutti i Paesi industrializzati. E’ la vita sedentaria a favorire il consumo di zuccheri e grassi e per dimostrarlo l’Unicef  fa riferimento ai dati Istat, che  dicono che circa la metà (48,8%) dei bambini tra i 3 e i 5 anni fanno una vita troppo sedentaria. Un dato che poi arriva al 20,8% (percentuale comunque altissima) intorno alla maggiore età. E’ un aspetto della malnutrizione che rappresenta il nucleo del problema alimentazione per ciò che riguarda un Paese ad alto reddito come il nostro. Un rapporto col cibo sbagliato oggi per un bambino, potrebbe significare il verificarsi di disturbi alimentari molto più seri in età adolescenziale. Disturbi che, in questo momento, a livello internazionale, colpiscono il 7,1% dei maschi e il 13,4% delle femmine tra i 9 e i 14 anni. Puntualizza Francesco Samengo, Presidente dell’Unicef Italia: “Quando si parla di malnutrizione il nostro immaginario ci porta direttamente a situazioni legate ai Paesi più poveri. Infatti, uno dei maggiori problemi per l’infanzia nel mondo è quello dei bambini malnutriti a causa della sotto-alimentazione. Tuttavia, malnutrizione non significa solo non avere da mangiare a sufficienza, ma anche mangiare in modo errato o malsano. Per questo, attraverso questo rapporto, vogliamo mettere in luce anche il problema dell’obesità infantile che sta assumendo le caratteristiche di una vera e propria epidemia. Infine, grazie al contributo di esperti, vogliamo presentare altri due aspetti legati alla questione della cattiva alimentazione, in particolare nel nostro paese. Il primo è quello della sicurezza alimentare: anche in Italia bambini e bambine che vivono nei nuclei familiari più poveri non hanno accesso a fonti di cibo sicure e sufficienti. Il secondo è quello dei disordini alimentari, che porta alla luce una forma crescente di disagio tra gli adolescenti e presta il fianco ad una serie di altre problematiche quali quelle del bullismo legato all’immagine fisica”.