Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

L’onda del momento nel Vallo di Diano ed i perfetti sconosciuti della politica dell’oggi.

di Lorenzo Peluso.

Sarà pur vero che la politica è cambiata, che i partiti sono finiti. Sarà pur vero che tutto è altro, che la rete la fa da padrona nella comunicazione. E’ certamente vero che sono cambiate le prospettive, così come i temi e dunque anche le visioni. Insomma, la crisi profonda della politica ha la sua cartina di tornasole nello spessore e nella qualità di coloro che la politica la interpretano e dunque la vivono. Avrà certamente avuto un senso, ed anche un peso, importante oserei dire, in un contesto storico di riferimento, la presenza in politica di personaggi del calibro di Spadolini; di Pertini. Avrà avuto un senso Moro, De Gasperi e Berlinguer. Nel loro contesto storico, di certo hanno avuto un ruolo ed un peso. Dunque lo hanno avuto anche Berlusconi, Renzi, e più di recente Di Maio e Salvini. Lo hanno avuto, certo, e per alcuni di loro lo avranno ancora. Dunque la politica ed i rappresentanti della politica, gli interpreti delle idee e delle visioni, sono il frutto del loro tempo. Anzi, mi verrebbe da dire, sono coloro che non solo lo vivono e lo rappresentano, ma anzi lo anticipano e ne indirizzano la visione collettiva. Se questo discorso ha un senso compiuto, anche se applicato in ambiti locali, deve per forza di cose fornire risposte e prospettive. Certo è così, se ad esempio prendiamo in esame un territorio come il Vallo di Diano, area a sud di Salerno, quindici comuni, circa 70mila abitanti, nel tempo, possiamo annoverare tra gli interpreti della politica, del loro tempo ed anche oltre, personaggi quali: Gerardo Ritorto, Domenico Pica, Enrico Quaranta, Michele Pinto, Antonio Innamorato. Solo per citarne alcuni. Socialisti, democristiani, comunisti, poco importa; uomini che hanno interpretato politicamente il tempo, il loro tempo ed anzi, hanno spinto le loro visioni ben oltre, fino a qualche anno fa. Più di recente, figure come Rocco Giuliano, Angelo Paladino, Donato Pica, Vittorio Esposito, hanno, che piaccia o meno, interpretato il loro tempo. Tra l’altro, per alcuni di loro, il tempo è ancora oggi. Ed ora? Ora, intanto quel che appare è che siamo in una fase intermedia, quasi di transizione, dove chi interpreta il tempo della politica nel Vallo di Diano, man mano sta cedendo il passo al cambio generazionale. Pochi gli esempi di coloro che sono ancora allineati al tempo dell’oggi, nonostante magari l’esperienza politica quarantennale. Ora, vi sono realtà territoriali che mostrano la presenza di figure politiche intermedie che non si comprende bene se saranno in grado di fare il salto di qualità. E’ il caso di Sala Consilina, dove tra l’altro il prossimo anno si tornerà alle urne per il Consiglio comunale. Vi è il caso di Montesano sulla Marcellana, guidato dal giovane Giuseppe Rinaldi, uomo di destra, di grandi capacità che però dovrà presto decidere se fare il salto in avanti, o accontentarsi di ciò che ha già fatto, benissimo tra l’altro. Vi è poi il giovane sindaco di Buonabitacolo, un ibrido della politica, con una connotazione ideologica ancora non del tutto chiara. A Sanza  il testimone l’attuale sindaco Esposito lo ha già ceduto nelle mani di un altro giovane amministratore locale, il vice Toni Lettieri, di ispirazione socialista. A Padula, occorre capire quale sarà il destino politico del giovane Rienzo, ora delfino di Imparato, ma non della prima ora. Rimane il caso Sassano, guidato da Tommaso Pellegrino, uomo di esperienza politica, ma ingessato dalle maglie strette di un Pd in caduta libera. Verrebbe da chiedersi in questo, Sergio Annunziata di Atena Lucana, anche lui esponente renziano che futuro politico avrà, se ne avrà voglia innanzitutto. Così come a Sala Consilina per l’avvocato Cartolano. Sul fronte di destra poi anche un deluso Valentino Di Brizzi, castigato più volte dal suo partito, Forza Italia.  Questi citati, comunque la si pensi, sono però persone impegnate politicamente e soprattutto dal punto di vista amministrativo. Insomma che piaccia o meno, uomini che l’esperienza politica, l’hanno fatta e la fanno sul campo. All’orizzonte però, questo è ciò che dovrebbe preoccupare, ci sono poi una serie di perfetti sconosciuti, interpreti, anzi loro malgrado auto-referenti, dei movimenti politici dell’oggi. Innanzitutto pentastellati e leghisti. Insomma, mentre il Pd scompare, ogni giorno di più, e con lui anche la forza e le energie positive dei referenti locali che certo hanno dimostrato anche qualità personali ed amministrative sufficienti, mentre si continua a registrare l’inconsistenza del centrodestra, a farsi avanti, cogliendo l’onda del momento, nel Vallo di Diano sono dei perfetti sconosciuti, con esperienza amministrativa pari a zero, di cui non si conoscono ne vizi ne virtù. Scompare il Pd e non vive di certo una buona stagione il berlusconismo ed i suoi fedelissimi sul territorio ed intanto ad alzare la voce ci sono persone che mutuano ed amplificano i mantra nazionali di Salvini e di Di Maio ma che ad oggi, e mi si corregga se vado in errore, nessuno li ha mai visti amministrare un comune e magari neppure candidati da consiglieri comunali. Dunque la domanda è: il futuro politico del Vallo di Diano è relegato nelle mani di perfetti sconosciuti? Credo che sia questa una delle domande topiche da porsi nella necessaria riorganizzazione delle fila della politica e dunque anche delle nuove ispirazioni ideologiche. Dal locale al nazionale, poco conta, quel che conta è capire a chi affideremo con il nostro consenso la guida dei territori, le scelte strategiche per il futuro. Insomma chi lascerà un segno? Quale visione cambierà l’oggi per costruire il domani? Io come voi, aspetto qui in rigoroso silenzio di poter capire.