Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Lo Yemen, lo specchio del mondo. 1.869 persone sono decedute per il colera

di Lorenzo Peluso

bimbo yemen

Verrebbe da chiedersi come fa il mondo, quello occidentale soprattutto, a fingere di non vedere. Non vediamo, anzi fingiamo di non vedere cosa sta accadendo nello Yemen, da troppo tempo dove oramai sono ben oltre due milioni i bambini che versano in condizioni di malnutrizione. La denuncia è di una delegazione inviata dalle Nazioni Unite, in visita nel Paese stravolto da una guerra devastante dalla povertà e da epidemie. Secondo l’OMS fino ad oggi sarebbero almeno 1900 le vittime del colera e 400 mila i casi sospetti di contagio. La fame uccide; il 60% della popolazione yemenita non ha nulla da mangiare. La malnutrizione sovraespone soprattutto i bambini all’epidemia di colera che sta facendo vittime come mai si ricorda prima. David Beasley, direttore esecutivo del World Food Program delle Nazioni Unite ha puntualizzato che senza fondi di cui c’è urgente bisogno centinaia di migliaia di bambini soli moriranno e, in generale, milioni di persone sono in condizioni di fame. In Yemen è in corso una guerra tra il governo in carica, sostenuto da una coalizione militare guidata dall’Arabia Saudita, e i ribelli Houti, alleati alle unità dell’esercito rimaste fedeli all’ex presidente Ali Abdhalla Saleh e accusati di avere relazioni con l’Iran. Dall’intervento della coalizione araba, nel 2015, i combattimenti hanno fatto oltre 8000 morti, soprattutto tra i civili, e 44.500 feriti. Secondo il rapporto dell’OMS, il colera nel Paese ha causato almeno 1.869 morti. E la crisi potrebbe ancora peggiorare. L’Oxfam ha avvertito che la stagione delle piogge, da luglio a settembre, potrebbe aumentare il rischio di un’ulteriore diffusione dell’epidemia, attraverso la contaminazione dell’acqua.