Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Lo strano gioco dell’oca.

di Lorenzo Peluso.

Non è davvero semplice spiegare, o provarci almeno, cosa stia davvero accadendo in queste ore in Italia. Di fatto, c’è che siamo al punto di partenza. Un gioco dell’oca che riporta tutti, o quasi, alla caselal precedente. Facciamo sintensi. Il messaggio sembra essere questo: “troviamo un altro ministro dell’Economia al posto di Paolo Savona per far partire un governo politico o si vada subito al voto”. Questa la proposta di Luigi Di Maio, leader M5s, in diretta Facebook. “Se questa XVIII legislatura deve lasciare un ricordo – spiega – deve farlo per un governo politico e non tecnico. Se ci dobbiamo ritrovare un governo Cottarelli che non prenderà i voti in Parlamento perché non li ha nel paese solo perché c’è un ministro che non è accettabile dal Quirinale dobbiamo fare un ragionamento: la squadra dei ministri è già pronta, il premier è Giuseppe Conte. Troviamo una persona della stessa caratura, levatura e libertà di Savona e lui resta nel governo in un’altra posizione di ministro. È una proposta che faccio pubblicamente e vediamo se riusciamo a risolvere la situazione”. “Il ministro dell’Economia – ha osservato – non deve essere una persona amico delle agenzie di rating, delle banche e di un’altra nazione. Vogliamo un governo politico non arretrando ma aggiungendo un’altra persona che va a ricoprire il ruolo del ministro dell’Economia. Se si trova chiederemo di richiamare Conte al Quirinale per l’incarico”. “Sono stati 80 giorni molto difficili – ha sottolineato Di Maio – e l’epilogo non mi piace. Non mi piace l’idea che arrivi in Parlamento un governo non votato da nessuno e non mi è nemmeno piaciuto che siamo andati al Quirinale con la squadra dei ministri pronta e non ci hanno fatto partire il governo. Ora bisogna scegliere se andare al voto o insistere per un governo politico. Se si deve andare al voto lo si faccia il prima possibile. Sono cambiate le forze in campo e le sensibilità dei cittadini”. “O si va subito a votare – ha detto il leader M5s – senza cincischiare con governi tecnici, senza illudersi con governi neutrali che neutrali non sono mai perché devono prendere decisioni politiche oppure facciamo partire un governo del cambiamento non arretrando ma aggiugendo un’altra persona alla squadra. Lo possiamo fare ancora – ha concluso – non dipende da noi: M5s ci sta, ora dipende dall’altra forza politica che fa parte di questo contratto di governo”, la Lega. “Se ci stiamo, chiederemo noi di M5s di far richiamare Conte al Quirinale e fargli dare l’incarico per il governo la cui lista dei ministri già è pronta. È una grande occasione o è una grande occasione per andare al voto”. Dunque, tutto ed il contrario di tutto. Oggi certo, per Mattarella, dovrà essere per forza di cose la giornata finale di questa pagina tra le più controverse della storia repubblicana. E’ scaduto il tempo, infatti, ma già da troppo tempo, per riodare dignità ad un Paese che sta mostrando al mondo una confusione ed un’inconsistenza che mai come ora si era vista. Non ci resta che aspettare, nella speranza che un lampo di genio, se non un rigurcito di buonsenso, possa calare dall’alto ed illuminare le menti.