Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Lo scrittore saprese Franco Maldonato alla 36° edizione del Festival delle Migrazioni a Lussemburgo

di Antonella D'Alto.

Il territorio salernitano alla ribalta internazionale con lo scrittore saprese Franco Maldonato che nella giornata di ieri ha presentato a Lussemburgo il suo libro “Teste mozze” nell’ambito della 36° edizione del Festival des migrations, des cultures et de la citoyenneté che si è svolto dall’1 al 3 marzo presso il LuxExpo. Inaugurato nei primi anni ’80 da associazioni italiane, portoghesi, spagnole e capoverdiane, il Festival è organizzato dal CLAE – Comité de liaison des associations d’étrangers. Come ogni anno, anche per questa edizione, ci sono stati momenti dedicati alla musica, dibattiti politici, e incontri con scrittori provenienti da diversi paesi nella cornice della Fiera del Libro, il Salon du livre et des culture, alla sua 19esima edizione. Organizzato con il sostegno del Ministero della Cultura e della Città di Lussemburgo, l’iniziativa vede la presenza di decine di associazioni e di 150 espositori, un centinaio di scrittori che provengono da diversi paesi, e migliaia di visitatori. L’incontro con lo scrittore Franco Maldonato si è svolto nella giornata di ieri alle 12,30. Ad una folta platea l’avvocato saprese ha parlato del suo romanzo storico “Teste mozze”, incentrato sulle rivolte rivoluzionarie del 1848 nel sud dell’Italia che obbligarono il re Ferdinando II a promulgare la prima Costituzione liberale in Europa. La Costituzione sarà tuttavia rinnegata e seguirà una repressione spietata. I fatti avranno una svolta inaspettatamente internazionale quando, durante la calda estate del 1851, un membro conservatore britannico chiederà al suo governo di prendere una posizione in merito ai crimini commessi (tra decapitazioni e giudici reclusi) dal Regno delle Due Sicilie ai suoi sudditi. Tra Napoli e Londra, Maldonato racconta gli eventi che si fondono con i protagonisti del Risorgimento europeo: Metternich, Palmerston, Mazzini, Garibaldi e Cavour, fino al sorprendente finale colpo di scena.